Conservazione digitale, tutti i pregi del procedimento

conservazione digitale cos'è

La conservazione digitale è un processo sancito dalla legge, che consente di conservare i documenti in formato digitale, senza bisogno che il documento cartaceo venga stampato. Il documento informatico deve però presentare delle caratteristiche particolari, dalle quali non si può prescindere. La conservazione digitale corrisponde dunque a una vera e propria eliminazione del supporto cartaceo, la cui valenza legale è stabilita dalla firma digitale e dalla marca temporale.

Conservazione digitale

I documenti conservati digitalmente sono considerati a norma se mantengono le medesime caratteristiche del supporto cartaceo. Perché ciò sia possibile, occorre essere titolari di una firma digitale e di una marca temporale. La firma digitale è una firma elettronica che si appone sui documenti informatici, esattamente come una firma autografa, mentre la marca temporale è rappresentata da una stringa numerica che identifica il documento in un determinato arco spazio-temporale.

L’eliminazione degli archivi cartacei è solo uno dei vantaggi della conservazione digitale. Accanto al problema del volume degli archivi, la conservazione digitale permette una notevole efficienza in termini di gestione e reperimento dei documenti presenti all’interno del lotto di conservazione. Il procedimento consente inoltre di controllare con maggiore attenzione i processi documentali.

Gestione più semplice e riduzione di tempi e costi sono alla base di una buona conservazione digitale. La riduzione di tempi e costi di gestione si accompagnano a quelli fisici di dimensioni fisiche degli archivi. L’abbattimento dei tempi di gestione consente invece di recuperare del personale, da inserire in altre attività produttive.

I formati consentiti in conservazione digitale sono molteplici. Dall’XML delle fatture elettroniche al classico PDF, passando per il JPG delle immagini e i formati di messaggi di posta elettronica (RFC 2822/MIME).

La conservazione digitale è regolata dalla presenza di un Responsabile della Conservazione. Questa figura, indispensabile per enti pubblici e privati, si occupa di gestire i flussi documentali informatici in entrata e in uscita, incaricandosi di valutare il corretto svolgimento della conservazione digitale e validando il lotto di conservazione con la propria firma digitale.

I migliori trader

paul tudor jones

Il mestiere di trader è senza alcun dubbio uno dei più belli, affascinanti e produttivi del mondo: non solo perchè dà modo di generare guadagni di gran lunga superiori a qualunque altro settore, ma soprattutto perchè dà luogo a un’enorme conoscenza, perchè permette di accumulare esperienza che tornerà sempre molto utile in futuro, e perchè è pieno di emozioni anche molto contrastanti tra loro. Sono numerosi i trader famosi che grazie a questo campo hanno accumulato enormi soddisfazioni e che appunto sono riusciti a guadagnarsi il titolo di trader provetti, di guru del settore, di veri e propri esperti delle dinamiche finanziarie.

I trader che hanno fatto la storia

Uno dei trader che più di altri è riuscito a guadagnarsi una posizione di tutta autorevolezza è George Soros, una personalità a dir poco dibattutta nell’arena degli analisti di settore perchè ha sovente dato segni di poco tatto e di poca sensibilità. Eppure Soros, checché se ne dica, è riuscito a costruirsi un autentico patrimonio con l’attività di trading, ha persino fondato il Soros Fund Management ed ha contribuito a fondare il Quantum Fund, realtà operante nella finanza ad alto rischio che per diversi decenni ha chiuso con un profitto annuo superiore al 42%!

Ma esattamente perchè su George Soros si sono concentrate così tante critiche? Fondamentalmente perchè l’attività speculativa di questo trader si ritiene sia stata complice delle tempeste valutarie che hanno colpito la sterlina inglese e la lira italiana verso i primi anni ’90. La decisione di Soros di vendere enormi quantità di sterline e di lire, indusse ad una loro netta svalutazione e costrinse le banche centrali ad effettuare interventi straordinari pur di salvare il salvabile; in realtà, però, quella situazione fu dovuta a delle politiche sbagliate perpetrate tanto dalla Gran Bretagna quanto dall’Italia. Soros molto semplicemente e da buon trader qual’era, si limitò ad approfittare di queste debolezze sistemiche.

Ma nella raccolta dei trader più famosi stilata da http://www.diventaretrader.com/trader-famosi.html troviamo anche Paul Tudor Jones, fondatore della Tudor Investment Corporation che è una delle realtà di money management più apprezzate, valide e di maggior successo al mondo. Tudor non a caso è famoso per via della sua enorme ricchezza ma anche e soprattutto per la sua capacità di riuscire a prevedere l’andamento del mercato, tanto è vero che fu proprio lui, nel non troppo lontano 1987, a prevedere il crac di Wall Street.

E poi c’è Ed Seykota al quale probabilmente dobbiamo parte della nascita del trading online. Fu infatti un suo merito se nel 1970 si cominciò a pensare con concretezza all’uso del computer come forma di ausilio al trading tradizionale. E che dire di Richard Dennis, famoso trader specializzato nel mercato delle materie prime? Partito praticamente dal nulla è riuscito ad accumulare un patrimonio inestimabile e si è contraddistinto nel settore per via della sua inclinazione nel trattare quasi esclusivamente asset su un lungo periodo (le opzioni a breve scadenza che tanto vanno di moda oggi giorno non farebbero proprio per lui!).

Diventare un trader professionista

L’esempio fatto sui trader famosi può esserci utile per far sì che anche noi possiamo diventare dei trader professionisti. Prendendo spunto da chi ha fatto di questo settore una vera e propria forma di sostentamento possiamo provare a ritagliarci una posizione tutta nostra, crearci uno spazio di totale autonomia e chissà, magari arrivare anche al punto di fondare una società di gestione tutta nostra!

Le abilità di predire gli andamenti di mercato e di mettere a segno delle strategie che si riveleranno efficaci sono le ragioni di un eventuale successo. Per questo è inutile inchiodarsi sulla formazione: la gran parte dei trader che hanno fatto la storia non aveva alcuna formazione di tipo universitario!

Mirabilandia cerca nuovi mostri

nuovi mostri a mirabilandia

Potrebbe apparire come una proposta di lavoro alquanto bizzarra ma chi conosce il parco giochi più divertente d’Italia capirà al volo di cosa si tratta: in occasione della “festa dei morti viventi”, si terrà a Mirabilandia l’Halloween Horror Festival nei giorni a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Il requisito per candidarsi: saper terrorizzare i visitatori

Ed ecco che per tutti gli appassionati di zombie e di film horror arriva un’offerta di lavoro davvero imperdibile: il parco giochi di Ravenna dovrà scegliere circa 150 comparse per l’Halloween Horror Festival che dovranno interpretare il ruolo di mostri e zombie che avranno il divertente compito di spaventare tutti i visitatori del parco.

Si tratta sicuramente di un’offerta di lavoro che potrebbe allettare tutti coloro che hanno voglia di guadagnare divertendosi allo stesso tempo. Le creature delle tenebre che Mirabilandia sta cercando sono circa 150 per il periodo che va dal 10 ottobre del 2015 al primo novembre. Zombie, mostri e streghe dovranno presentarsi al parco dei divertimenti di Ravenna per un casting del tutto speciale.

Come presentarsi al colloquio

Coloro che vogliono presentarsi ai “colloqui” per questa offerta di lavoro, potranno arrivare a Mirabilandia nelle vesti di creature delle tenebre e far giudicare ad una giuria quanto siano spaventosi e adatti al lavoro. Un metodo di recruiting fuori dalla norma ma molto più divertente e interessante rispetto ai normali colloqui di lavoro.

Se siete interessati a lavorare a Mirabilandia per il periodo di Halloween, potrete quindi recarvi direttamente al parco dei divertimenti più grande d’Italia che si trova a Savio, Ravenna, e sperare di aver convinto la giuria che avrà valutato due requisiti fondamentali: la vostra “attitudine” da mostro e l’efficacia del vostro costume, cioè se e quanto potrete essere in grado di terrorizzare i visitatori del parco durante l’Halloween Horror Fest. Buona fortuna e, perché no, buon divertimento!

Alla scoperta dei conti demo per il forex

aprire un conto demo forex

L’errore che un aspirante trader è solito compiere è strettamente connesso alla sua impazienza. Già, perchè in realtà il forex è un mondo che richiede parecchio studio e quindi un certo dispendio di energie e di tempo, un sacrificio, questo, che in molti non sono disposti a compiere. Chi si avvicina all’arte del trading online infatti, nella gran parte dei casi è mosso dall’irrefrenabile voglia di guadagnare e di farlo nel più breve tempo possibile: pensare anche solo di dover “sprecare” molte ore e diverse giornate nello studio, nell’approfondimento e nell’analisi è per questa tipologia di utente una vera e propria assurdità.

Ma alla lunga tutti i nodi verranno al pettine. E’ inevitabile. Perchè se un utente decide di investie sin da subito del denaro vero vuol dire che non ha appreso gli innumerevoli rischi che sono parte di questo settore tanto quanto lo sono i potenziali guadagni, ma sta anche a rappresentare l’informazione distorta che viene data dai media e dalle pubblicità ogni qualvolta si tenta di sponsorizare le “bellezze” del fare trading online.

L’importanza di iniziare con un conto Demo

Il rischio di investire sin da subito del denaro reale sta nel fatto che l’utente inesperto non ha la padronanza delle nozioni, delle tecniche, delle strategie e degli strumenti che sono parte del forex: e questa condizione non può non tradursi in un accumulo quasi tragico di investimenti andati a male, di previsioni rivelatesi scorrette e di un’amara delusione che finirà con il leggersi nell’immediato sul volto dell’utente stesso.

Per questo motivo il consiglio che ci sentiamo di dare a chiunque sia interessato a muovere i primi passi nelle opzioni binarie è quello di aprire un conto forex che dia modo di operare sui mercati finanziari in condizioni perfettamente realistiche, ma che al contempo tuteli il capitale proprio dell’utente. E’ il caso del forex demo account, uno strumento molto apprezzato da parte di quanti vogliono accumulare un po’ di sana esperienza senza correre il rischio di mettere alla gogna del denaro vero.

Prima di aprire un conto Demo, però, è buona norma scegliere il broker al quale desideriamo affidare le nostre finanze ma anche la nostra avventura nel trading. Perchè per quanto sia vero che un profilo di questo tipo non ci farà operare con del denaro reale, è anche vero che però, dopo una prima fase in cui si opera col conto fasullo, prima o poi dovrà avvenire il passaggio al conto reale e di conseguenza ci ritroveremo a sottostare alle condizioni dettate dal broker.

A questo proposito consigliamo di visitare http://www.mercati24.com/conto-demo-forex, un portale che offre una gran bella panoramica sulle principali piattaforme di brokeraggio regolamentate che operano in Italia e che, tra le altre cose, garantiscono la possibilità di fare palestra con un conto Demo.

Come funziona un conto Demo

Ma esattamente come funziona un account di questo genere? In maniera praticamente identica a come funzionerebbe un profilo reale: ci si rivolge al broker che riteniamo essere più confacente alle nostre esigenze, controlliamo che dia modo agli utenti di aprire un conto demo forex illimitato (poichè non è affatto scontato che tutte le piattaforme forniscano questo genere di servizio) e molto semplicemente procediamo all’iscrizione.

Effettuata questa procedura ci ritroviamo con un conto il cui saldo può variare di caso in caso, ma che in ogni caso offre un capitale di investimento che è tale solo sul computer ma che in termini reali non esiste mica. L’utente può quindi iniziare a leggere le notizie, ad analizzare i grafici e ad elaborarsi le sue strategie e, quando si ritiene pronto, iniziare ad effettuare i suoi primi investimenti con le stesse identiche condizioni che rinvenirebbe con un conto reale alla mano.

Batterie portatili per tablet

migliori batterie per tablet

Se siete spesso in giro e usate molto spesso il tablet può succedere che questo si scarichi quando non dovrebbe, capita soprattutto con il passare del tempo che le batterie integrate dei tablet tendano ad esaurirsi più facilmente, come succede ad ogni dispositivo elettronico, ma non è questa una buona ragione per prendere il vostro Apple iPad, Samsung Galaxy Tab o Asus T100 e cambiarlo, ma anzi, potreste risolvere questo fastidioso problema con una batteria aggiuntiva portatile che subentri nei casi di emergenza.

Batterie portatili per tablet: le power bank

In realtà parlare di batteria portatile è improprio, qui infatti parliamo dei così detti power bank, dispositivi che se caricati accumulano energia elettrica che in seguito forniscono agli apparecchi elettronici, come smartphone, tablet e non solo, quando questi ne hanno bisogno. Funzionano con una normalissima porta USB su cui si aggancia il carica batteria dell’apparecchio scarico e lo ricaricano per più e più cicli, in funzione della loro capacità. E’ necessario sapere quant’è la capacità della batteria del proprio dispositivo e ricordarsi quindi di scegliere un power bank con amperaggio superiore di almeno un paio di volte, in modo da poterlo sfruttare per più cicli di carica.

Se cercate nell’elenco delle migliori batterie portatili per smartphone trovate ottimi prodotti anche per i vostri tablet, il meccanismo di funzionamento di questi power bank è perfetto per qualunque sistema che necessiti di una carica e che possa sfruttare le porte del carica batterie portatile per ricaricarsi, l’unica accortezza che dovrete applicare nel caso vogliate comprarne uno per il vostro tablet è quella di controllare l’amperaggio del prodotto, inteso sia come capacità che come intensità di corrente, se infatti un power bank da 10 o da 15 mila mAh è sicuramente sufficiente almeno ad un ciclo di carica per il vostro tablet, dovrete anche far attenzione che questi fornisca corrente ad almeno 2 A, ad amperaggio inferiore infatti rischiate di comprare un prodotto che per caricare il vostro tablet ci mette ore e ore.

Con circa 30-40€ (o anche meno), e con un po’ di attenzione sulle caratteristiche tecniche dei prodotti scelti, potete quindi comprarvi un prodotto perfetto per i vostri viaggi o le vostre giornate fuori casa, capace di recuperare i vostri apparecchi elettronici quando questi stanno per spegnere. La versatilità di questi prodotti li rende perfetti per smartphone, tablet, per alcuni notebook e anche per tutti quei sistemi che necessitano di una carica tramite porta USB, come tantissimi lettori mp3 (iPod), fotocamere digitali e tanto altro ancora.

Turismo e terrorismo

viaggi località a rischio terrorismo

La paura non è mai una buona propaganda; lo sanno bene i turisti che quest’anno hanno dovuto riprogrammare le loro vacanze dopo gli attentati terroristici avvenuti in alcune delle mete turistiche più gettonate dai visitatori di tutto il mondo. L’allarme terrorismo ha fatto scattare l’allerta dei turisti che avevano già deciso di trascorrere le loro vacanze in quei luoghi che hanno da sempre visto l’arrivo di milioni di turisti ogni estate. Ma il 2015 non è stato una buona annata per il settore turistico dei Paesi con un rischio di attentati terroristici molto alto.

Tanti i turisti che nel 2015 hanno preferito l’Italia

A pagarne le conseguenze sono state le strutture alberghiere di quelle ambite mete ma la situazione terrorismo ha giovato a tutti quei luoghi sì da visitare ma che avevano perso molta forza nel corso degli ultimi anni. Prima tra tutte l’Italia e le sue coste meridionali che in questa estate sono invece state raggiunte da molti turisti che avevano prenotato e cancellato un volo per la Tunisia o per l’Egitto. Sicuramente però sarebbe più soddisfacente sapere che il turismo in Italia ha avuto un netto rialzo quest’anno per via dei miglioramenti apportati alle nostre infrastrutture dal governo, piuttosto che essere consapevoli che di migliorie non si tratta ma si tratta piuttosto di allarmismo.

Bisognerebbe però tenere a mente che non esiste un Paese, in questo preciso momento storico, in cui non vige l’allarme terrorismo: ma quando è proprio un Paese che basa la maggior parte delle sue entrate sul settore turistico ad essere colpito da attentati di questo genere, la sua situazione economica viene messa gravemente a rischio.

Annullate le vacanze in Tunisia e Thailandia

In seguito agli ultimi attentati terroristici in Tunisia e in Thailandia, i viaggiatori che avevano scelto quei luoghi per rilassarsi e trascorrere in serenità i periodo estivo, hanno annullato la loro partenza, in favore di mete meno a rischio. Dopo che un attentato di questo genere ha colpito un Paese, questo non sarà più ritenuto affidabile dai turisti per almeno un anno; questo è quanto emerge da un’attenta analisi che ha studiato l’impatto del terrorismo sul turismo.

Tunisia, Egitto e Libano, oltre che Siria, Libia e Turchia sono le mete un tempo gettonatissime adesso abbandonate dai turisti di tutto il mondo in seguito all’ultima escalation di attentati. Ed è proprio l’economia di questi Paesi per lo più turistici che i terroristi intendono attaccare quando compiono questi attacchi: piazzare una bomba in un luogo pieno di turisti vuol dire minacciare il sistema economico di quel Paese ma, più in generale, anche quello nazionale, mettendo in ginocchio l’intero sistema occidentale.

Secondo il sito del Ministero degli Esteri, si espande sempre di più la lista dei Paesi a rischio terrorismo e aumentano le interdizioni di viaggio nelle vere e proprie “patrie del terrorismo” come Siria, Pakistan, Libia e Corno d’Africa. Tutto ciò costringe i turisti occidentali e non a optare per mete più sicure, sempre se di mete sicure si può parlare, vista la minaccia incombente del terrorismo che sta colpendo tutto il mondo.

Scialorrea in gravidanza

scialorrea in gravidanza cos'è

Vediamo quali sono i sintomi, le cause e i principali rimedi nella scialorrea in gravidanza. Molte di voi probabilmente non ne hanno mai sentito parlare. Effettivamente non è uno di quei problemi di cui si tende a parlare molto perché, oltre ad essere davvero molto invalidante quando prendere seriamente, può causare anche diversi problemi a carattere sociale. Ma di cosa si tratta?

La scialorrea in gravidanza può essere molto più debilitante delle stesse nause mattutine e dei ricorrenti mal di testa. Si tratta in pratica di una salivazione eccessiva. Per molte donne che non l’hanno vissuta può sembrare esagerato dire che questo problema sia peggiore delle nausee. Ma in realtà, per salivazione eccessiva, non si intende un normale aumento, ma una produzione che può arrivare a riempire la bocca diverse volte in un minuto.

Sintomi della scialorrea

Il corpo produce quantità di saliva superiori alla media. Il continuo e incontrollabile accumulo aumenta a sua volta la nausea e “buttarla giù” è impensabile. La bocca arriva a essere piena di saliva anche diverse volte in un minuto. I momenti peggiori della giornata sono quelli che seguono i pasti. La donna dovrà di conseguenza espellerli il prima possibile.

Tutto ciò accade solitamente nelle prime settimane, indicativamente tra la sesta e la tredicesima. Alcune donne però, potrebbero portarsi dietro i sintomi della scialorrea anche fino al giorno del parto.

Alcune donne si trovano a non voler uscire di casa quando c’è la scialorrea. Perché comunque il bisogno di buttar fuori la saliva c’è e farlo in pubblico non è particolarmente indicato. SI creano quindi una serie di fastidi emotivi molto forti, oltre alla sensazione di non essere capiti.

Cause e rimedi della scialorrea

L’ipersalivazione viene messa in atto dal corpo, che ha lo scopo di rimuovere l’acidità di stomaco nata dal reflusso gastroesofacego. L’ormone della gravidanza entra in gioco, producendo questo reflusso e la scialorrea stessa.

Di rimedi veri e propri contro la scialorrea non ne esiste nessuno. Si deve concludere in modo automatico con la gravidanza. Esistano però alcuni piccoli rimedi da adottare per alleviare quanto meno i sintomi.

I medici consigliano di bere spessissimo piccoli sorsi d’acqua o meglio ancora, succhi di frutta (possibilmente fatti in casa). Così viene ridotta almeno in parte l’ipersalivazione. E’ consigliato sostituire i classici colluttori e dentiflici con qualcosa di più naturale e di tenere sempre a portata di mano crackers.

La scelta del broker di opzioni binarie

quale broker di opzioni binarie scegliere

Bisogna fare molta attenzione quando si decide di scegliere un broker di opzioni binarie e di diventare trader. Fare trading binario può essere divertente e assolutamente redditizio ma soltanto se si sceglie un broker affidabile e trasparente. Del resto, un broker di opzioni binarie è una sorta di “banca” che custodisce il denaro del trader e cerca, tramite i suoi investimenti su una piattaforma sicura, di farli fruttare. La legalità è uno degli aspetti principali che distingue un buon broker di opzioni binarie da uno meno qualificato.

Broker di opzioni binarie regolamentati da Consob e Cysec

Tutti i broker legali infatti devono esibire ai loro utenti e a quelli che vogliono diventarlo una licenza di autorizzazione ad operare nel mercato finanziario, spesso rilasciata da enti come la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, detta Consob, o dalla Cyprsus Securities and Exchange Commission con sede a Cipro, detta Cysec. Se il broker che avete intenzione di scegliere possiede una di queste due licenze, siete già a buon punto nella vostra scelta.

La maggior parte dei broker di opzioni digitali (o binarie) mette a disposizione dei propri utenti una piattaforma commerciale basata sul web che può disporre anche di contrattazioni mobili, ossia di applicazioni scaricabili direttamente sul cellulare che danno la possibilità a tutti i trader di chiudere transazioni ed effettuare investimenti anche se non si è a casa o in ufficio. Vi consigliamo inoltre di scegliere un intermediario che offra una piattaforma di investimento nella vostra lingua, dunque in italiano, al fine di poter accedere più facilmente all’aiuto offerto da un centro assistenza clienti nella vostra lingua garantito da tutti i migliori broker.

I conti demo o dimostrativi e altri servizi

Uno dei criteri che un trader deve tenere a mente quando sceglie un broker di opzioni binarie è l’opportunità di fare investimenti su un conto dimostrativo. Prima di richiedere il deposito minimo, ossia la minima quota di denaro per l´attivazione del conto reale di trading binario, alcuni broker mettono a disposizione dei propri nuovi utenti un conto demo, o conto dimostrativo, per un determinato periodo di tempo. Attraverso questo conto dimostrativo il cliente ha l’opportunità di familiarizzare con la piattaforma commerciale senza alcun rischio, grazie ad un deposito assolutamente virtuale. Purtroppo non sono tutti i broker di opzioni binarie che offrono un conto demo ma è un vantaggio riservato soltanto alle migliori piattaforme.

Per quanto riguarda l´apertura del conto reale di trading che vi informiate innanzitutto sulla somma minima di deposito che deve essere utilizzata per poter attivare il conto e, di conseguenza, per poter cominciare ad investire. I depositi minimi partono da 100 Euro per moltissimi broker di opzioni binarie. Spesso viene richiesto un deposito minimo più elevato per aprire un conto che abbia servizi in più, come ad esempio il servizio di Coaching per le contrattazioni. Tuttavia, anche i trader principianti che vogliono aprire il proprio conto di trading con una somma di denaro più bassa possono godere di corsi di formazione: sulle piattaforme commerciali esistono infatti delle guide e dei video che spiegano le basi del commercio con le opzioni binarie online e tutte le strategie da applicare.

Opzioni binarie e trading

opzioni binarie cosa sono

Il trading binario è un metodo innovativo per guadagnare nel mercato finanziario, è uno strumento che sta ottenendo una popolarità molto elevata grazie alla facilità di ottenere dei profitti con la speculazione tramite le opzioni binarie. Sia i trader più esperti che gli investitori alle prime armi preferiscono operare all’interno del mercato finanziario tramite le opzioni binarie poiché è considerato il sistema di trading più facile da apprendere in assoluto. Anche se non conoscete il mercato finanziario, il forex, gli asset e la borsa, potrete comunque iniziare a fare trading binario grazie anche alle numerose guide presenti sulle migliori piattaforme di trading con le opzioni binarie, le quali spiegano in maniera molto semplificata come funziona questo strumento finanziario.

I broker di opzioni binarie

Il trading binario è basato appunto sull’acquisto delle opzioni binarie, acquisto che avviene attraverso i broker, ovvero delle piattaforme di trading sulle quali è possibile operare ed investire. I broker sono infatti gli intermediari tra il mercato finanziario e coloro che vogliono investire. Ma dovete sempre scegliere il broker migliore per le vostre esigenze e soprattutto che abbia ottenuto una licenza per poter operare. Non tutti i broker sono regolamentati e quindi non tutti sono affidabili. Per poter cominciare ad operare con le opzioni binarie, dovrete aprire necessariamente un conto di trading su una di queste piattaforme.

Fare trading con le opzioni binarie equivale in poche parole a prevedere come andranno le cose nel mercato finanziario: l’investimento è una previsione sull’andamento dei prezzi degli asset; se l’investimento si conclude con una previsione corretta, allora il trader potrà guadagnare una cifra che si aggira intorno all’80%-90% dei soldi che ha investito. In caso contrario, il trader avrà perso quei soldi. L’andamento del prezzo di un asset (che può essere un bene, un’azione, un indice o una coppia di valute) può essere previsto grazie ai grafici messi a disposizione del trader da parte del broker con il quale opera.

Vari tipi di opzioni binarie

Le opzioni binarie hanno una scadenza, ossia un tempo entro il quale la previsione si deve verificare (corretta o non corretta). Di solito i trader scelgono una scadenza di 60 secondi perché permette di conoscere nell’arco di un solo minuto come andrà l’operazione. Ma esistono opzioni binarie a scadenza anche settimanale, come le opzioni binarie one touch, le quali consentono di fare una previsione sul valore del prezzo dell’asset: se il valore dell’asset scelto tocca un certo valore prestabilito in una determinata scadenza, si sarà verificata la previsione e ci sarà il guadagno.

Esistono poi anche le opzioni binarie call/put (le più diffuse) con le quali il trader dovrà semplicemente prevedere se il prezzo dell’asset è in rialzo in ribasso e le opzioni binarie intervallo, in cui l’andamento del prezzo dell’asset è legato ad un intervallo di tempo ben preciso. Fare trading binario è molto semplice: occorre una buona dose di costanza, impegno, tenacia e , perché no, anche di fortuna.

Fonte e approfondimenti: www.leopzionibinarie.it 

Tasse: imposte sul forex

tasse sul forex

Speculare nel mercato Forex vuol dire, in linea di massima, guadagnare. I facili guadagni del Forex sono dovuti principalmente all’enorme liquidità di questo importantissimo mercato valutario che ha un valore giornaliero di transazioni pari a più di 4 mila miliardi di dollari. Ovviamente, oltre a un po’ di fortuna, è anche necessario molto impegno per riuscire a guadagnare ingenti somme di denaro con il trading Forex ma, grazie al giusto broker, molti trader sono riusciti ad avere profitti di migliaia di euro al mese. La questione diventa però più spinosa quando si parla dell’aspetto fiscale di questi profitti. Perché, se ci sono guadagni, devono per forza esserci anche tasse da pagare.

Un decreto legislativo del 2010 ha infatti stabilito che bisogna pagare un’imposta del 26% sul totale dei guadagni ricavati da un trader nel corso di un anno solare. L’importo tassabile è dato dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi di negoziazione, con l’aggiunta di eventuali altri proventi percepiti in un anno solare.

Tasse: Imposte e zainetto fiscale

In pratica, sono imponibili i guadagni (plusvalenze) delle singole transazioni ed altri eventuali proventi realizzati in un anno solare, ma da questi bisogna sottrare le perdite (minusvalenze) delle singole transazioni e le varie spese di commissioni ecc.. che il trader ha dovuto sostenere nel corso di quell’anno solare per la produzione dei quei guadagni e di quelle perdite.

Se il risultato finale di questa somma algebrica porta ad un risultato positivo, allora su quella somma finale si applica l’imposta sostitutiva dei redditi pari al 26%; se invece il risultato della somma tra plusvalenze e minusvalenze è negativo, non bisogna pagare nulla al fisco e vi è inoltre la possibilità di scomputare questa somma dai futuri redditi, avvalendosi del cosiddetto “zainetto fiscale”. Visto che i guadagni sono considerati delle plusvalenze, il trader può dichiarare le minusvalenze e compensarle con plusvalenze future ottenute fino al quarto anno successivo alla perdita. Questo è il vantaggioso sistema dello “zainetto fiscale”.

Regime dichiarativo e regime amministrativo

Tutti i trader possono inoltre utilizzare due tipi di regime: vi è il regime dichiarativo, secondo il quale è lo stesso trader a registrare sulla propria dichiarazione dei redditi qual è la tassa sui propri proventi Forex, e poi vi è il regime amministrativo, secondo cui invece il trader lascia al proprio broker il compito di calcolare plusvalenze e minusvalenze e detrarre l’imposta del 26%. La scelta più consigliata è sicuramente quella del regime ammnistrativo, poiché è molto più rapido e sicuro. Ovviamente però vi ricordiamo sempre di scegliere un broker affidabile e onesto per il vostro trading Forex online.

Vi ricordiamo inoltre che, se operate con il trading online da una piattaforma estera, dovrete riportare i propri guadagni sulla dichiarazione dei redditi nel Quadro RW “Investimenti all’estero e/o attività estere di natura finanziaria – monitoraggio IVIE / IVAFE” e pagare l’imposta IVAFE, ossia l’Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero.