Risparmio assicurazioni e scatola nera

auto assicurare scatola nera

Per poter risparmiare sul costo delle assicurazioni, si ricorre ad una pratica molto diffusa ad oggi: l’installazione della scatola nera all’interno delle autovetture.

Cosa sono le scatole nere?

Non tutti sanno cosa sono questi dispositivi, appunto le scatole nere, che consentono di risparmiare sul costo totale dell’assicurazione. Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza per capire di cosa parliamo.

La scatola nera, o black box, è un dispositivo dotato di GPS che consente di registrare i comportamenti dell’automobilista ed il suo modo di guida dell’autovettura. Ma la scatola nera ha anche altre funzionalità e può essere particolarmente utile in caso di furto grazie alla geo-localizzazione tramite il GPS che permette di rintracciare rapidamente il veicolo.

Mentre in caso di sinistro, la scatola nera sarà utile nel restituire dati e valori sul comportamento del conducente in auto, rispetto ad esempio alla velocità, alle frenate, per riconoscere la responsabilità e le dinamiche del sinistro.

Perché la scatola nera permette di risparmiare?

Gli automobilisti non amano molto essere spiati, ma non solo loro, a nessuno piace… e quindi in tanti considerano la scatola nera come una vera e propria intromissione. In realtà, però, questo strumento consente anche di ottenere degli sconti sull’assicurazione, che possono andare dal 10 al 20%.

La scatola nera è il meccanismo più efficace per difendersi dalle truffe assicurative che sono ancora molto diffuse, purtroppo!
Le spese sostenute dalle compagnie assicuratrici a causa di queste truffe poi hanno un consequenziale impatto su tutti noi assicurati. Quindi è etico evitarle, ma anche più vantaggioso per tutti perché questo significa migliorare i servizi.

I dati forniti dalla scatola nera permettono alla compagnia assicuratrice di “mappare” il comportamento in auto dei guidatori e, di conseguenza, agiscono come uno strumento utile contro persone malintenzionate e disoneste.

Ma quanto si risparmia con l’installazione della scatola nera nella propria vettura? Beh, grazie alla scatola nera si può arrivare a risparmiare anche fino al 20% sulla polizza auto. Vi sono poi altre offerte pensate appositamente per le polizze opzionali, come quella per furto/incendio.

Di sicuro interesse e appeal per tutte le motivazioni che abbiamo addotto, certamente la scatola nera è uno strumento che monitora il nostro comportamento e la nostra guida, quindi può ingenerare ad una reazione evitante rispetto a questa misura, ma se ci pensiamo la scatola nera è, in realtà, un dispositivo che induce gli automobilisti alla prudenza, e questa accortezza si rivela solo un vantaggio.

In questa pagina web AssicurazioniAutoRoma potete approfondire tutti gli argomenti legati alle assicurazioni di veicoli e le news di settore.

Vitamine e flu

vitamine e influenza

Mentre non vi è alcuna formula miracolo per la prevenzione dell’influenza, alcuni integratori possono stimolare il sistema immunitario riducendo i rischi di sviluppare il virus. In combinazione con l’igiene, una dieta sana e una buona dose di buon senso, si può fare molto per prevenire l’influenza e rimanere in salute durante la stagione influenzale.

Vitamine

Non c’è alcuna garanzia che l’assunzione di vitamine potrà prevenire l’influenza, ma è evidente che un sistema immunitario sano aiuta a prevenire l’influenza e può eventualmente diminuire la sua durata e la gravità dei sintomi. In combinazione con una dieta sana incentrata sulla frutta, sulla verdura e sui cereali integrali e con un riposo adeguato, alcune vitamine possono contribuire a migliorare la capacità del corpo di combattere i virus e migliorare la salute in generale.

La vitamina D

Vi sono chiare prove dell’importanza della vitamina D per un sistema immunitario sano. Secondo il Journal of Investigative Medicine, la ricerca mostra che la carenza di vitamina D può far abbassare la capacità di combattere efficacemente i virus. Inoltre, gli studi hanno mostrato tassi più elevati di influenza quando ci sono bassi livelli di vitamina D. Uno studio randomizzato su alcuni studenti ha anche stabilito che l’assunzione di vitamina D durante la stagione invernale può diminuire l’incidenza di influenza del tipo A.

La luce del sole è la migliore fonte naturale di vitamina D, ma l’uso di creme solari e altri fattori possono impedire al corpo di assorbire una quantità adeguata. La FDA raccomanda una dose di 600 UI al giorno per persone di età 1 – 70. La dose raccomandata per le persone over 70 è di 800 UI al giorno.

Vitamina C

Anche se c’è una diatriba tra studiosi sulla controversa questione che la vitamina C possa rinforzare il sistema immunitario, i grandi della scienza, come Linus Pauling affermano che la vitamina C può sostenere una sana funzione immunitaria e combattere i radicali liberi nel’organismo. Uno studio del 1999 ha dimostrato che grandi dosi di vitamina C possono ridurre significativamente i sintomi; tuttavia, andando oltre la dose giornaliera raccomandata si possono verificare gravi effetti collaterali, quindi non si devono assumere grosse dosi senza la supervisione del medico.

È possibile ottenere una quantità adeguata di vitamina C da molti alimenti tra cui agrumi, broccoli, mele, verdure a foglia verde scura, cavolfiori, peperoni, patate e pomodori. È inoltre possibile trovare integratori di vitamine in compresse masticabili, capsule o forme liquide in farmacia o in linea.

Un approccio ben equilibrato per la Prevenzione dell’ influenza

Non c’è alcun modo che garantisca di evitare l’influenza, ma si può adottare un approccio equilibrato per la sua prevenzione. Quando si aggiunge ingredienti specifici all’alimentazione assumendo vitamine e adottando buone abitudini di igiene (un regolare lavaggio delle mani senza toccarsi spesso gli occhi e il naso) e una dieta sana, si è sulla buona strada per ridurre il rischio di influenza. Assicuratevi di consultare il proprio medico per discutere il rischio specifico di sviluppare l’influenza e informatelo prima di prendere qualsiasi vitamina o integratore per prevenire o curare i sintomi di influenza.

A cosa serve la chiavetta USB e quale scegliere?

a cosa serve la chiave usb

Rispondiamo alla prima domanda (tecnica) su cosa sia una chiavetta USB. Si tratta di un supporto per la memoria di massa portatile di dimensioni ridotte, che può essere collegata ad pc computer mediante una apposita porta USB (di solito posta lateralmente).

Cosa fare con la chiavetta USB?

Facilitiamo la nostra “vita” tecnologica con una chiavetta USB!
La cosa interessante è che la chiavetta può contenere/memorizzare una diversa mole di dati che dipende dallo spazio disponibile sul dispositivo. Quindi diviene fondamentale ad esempio se lavoriamo e vogliamo portare a casa dei documenti di lavoro, se vogliamo passare questi dati a qualcun altro, se vogliamo mostrarli in una riunione. Insomma tanti utilizzi pratici che consentono di essere smart e tecnologici.
I dati, inoltre, come è chiaro vengono conservati anche quando la pennetta è scollegata dal PC.
Ricapitolando: la chiavetta è uno strumento che serve a conservare e a trasportare dati (file di immagini, musica, testi etc…). E’ comoda perché di dimensioni ridotte ed economica (se ne trovano di tutti i prezzi).

Quale chiavetta USB?

Quale chiavetta USB scegliereEcco come orientarsi per la scelta di una USB:

1) Informarsi: conoscere le caratteristiche per valutare quale chiavetta acquistare in base alle proprie esigenze.
• Le principali caratteristiche delle chiavette USB sono:
– La capacità: espressa in Gb (gigabyte) che si riferisce allo spazio di archiviazione disponibile sul dispositivo. Sul mercato troviamo vari prodotti di diverse dimensioni: da 1 a 64 Gb. Ve ne sono anche di dimensioni maggiori ma ad un prezzo più alto.
• Nella scelta della chiavetta bisogna anche tenere in conto della parte di spazio occupata dai file nascosti necessari al dispositivo per memorizzare e gestire i file allocati al suo interno. Da questo ne deduciamo che lo spazio concretamente messo a disposizione dalla chiavetta è inferiore di circa il 10% rispetto a quello indicato..
• La velocità di trasferimento dati: è importante valutare parametri quali la velocità di lettura (read speed), ovvero la riproduzione dei dati provenienti dalla chiavetta, e la velocità di scrittura (write speed), ovvero la quantità di dati scrivibili sul supporto in un secondo di tempo (espressi in Mb/sec). Se la velocità di scrittura è bassa, si impiegherà più tempo per spostare un file dal PC alla chiavetta.
La velocità dipende anche dalla versione di USB che si vuole acquistare:
– la USB 1.1 raggiunge una velocità di 12 Mbit/s;
– la USB 2.0 quella di 480 Mbit/s
– la USB 3.0 sono quelle ad alta velocità e possono arrivare anche fino a fino a 4,8 Gbit/sec, ovvero circa 572 MB/sec.

Verniciatura a spruzzo, come avviene

passaggi verniciatura a spruzzo

La verniciatura a spruzzo consiste nel verniciare un supporto con un aerografo, che trasferisce le particelle dalla pistola alla superficie per mezzo dell’aria. Non esistono rulli o pennelli: le particelle sono veicolate verso la superficie attraverso l’aria e sono estremamente volatili.

Per questa ragione, prima di operare con la verniciatura a spruzzo, è opportuno proteggere le superfici circostanti e se stessi. La verniciatura a spruzzo non consente riposizionamento del prodotto verniciante, per cui occorre operare con la massima precisione.

Verniciatura a spruzzo, i passi da seguire

Prima di procedere con la verniciatura, occorre dotarsi di tutta la strumentazione necessaria. Innanzitutto, bisogna definire quale sia l’ugello adatto alla nostra pistola. Gli utensili più economici non prevedono la possibilità di poter sostituire l’ugello, per cui è meglio scegliere uno strumento più professionale se si ha intenzione di procedere più volte con la verniciatura a spruzzo. In seconda analisi, è bene regolare la pressione. Sui 2 bar, il valore è ancora ragionevole. La necessità di valori maggiori potrebbe essere indice di malfunzionamento.

Una volta preparata la vernice e impostata la pistola, è tempo di iniziare a verniciare. Se siete alle prime armi e non sapete bene come direzionare il getto, allora è consigliabile acquistare una bomboletta spray da pochi euro e cercare di allenare la mano.

Se tutto è regolare, disporre la superficie da verniciare in maniera orizzontale, possibilmente su due cavalletti. Iniziare a verniciare dai bordi, che rappresentano i punti più critici. Successivamente, operare con movimenti orizzontali e paralleli verso l’esterno, in modo che lo spolvero sia inglobato nella vernice.

Il momento più importante della verniciatura non è però quello che corrisponde all’applicazione del prodotto verniciante. La pistola, l’ugello e la viscosità della vernice passano in secondo piano se la superficie non è preparata in maniera adeguata. Prima di procedere con la verniciatura, è quindi opportuno ripulire la superficie da eventuali residui di lavorazioni precedenti. Tra i metodi più utilizzati e accreditati, vi è sicuramente la sabbiatura. Il trattamento consente di creare una superficie porosa adeguata all’accoglimento delle particelle di prodotto, così da rendere la superficie perfettamente uniforme.

Cosa fare quando serve un finanziamento immediato?

prestiti e finanziamenti immediati

Più volte abbiamo parlato della lentezza burocratica del nostro paese, un fardello che rallenta l’economia e provoca forti disagi ai cittadini. Un esempio può essere quello relativo all’erogazione di prestiti personali. Ci sono casi in cui si ha la necessità di ottenere della liquidità immediata o, comunque, con tempistiche relativamente brevi.

In questi casi dover sottostare alle lente procedure degli istituti di credito può comportare frustrazione e rammarico nei confronti dei clienti. Cosa fare, allora, se si ha bisogno di un finanziamento con erogazione immediata?

Anche se nulla si può contro le procedure delle banche (se ci vogliono tot giorni noi non possiamo fare niente per velocizzare l’iter) possiamo sempre mettere in atto alcune azioni che, in molti casi, si rivelano molto utili per favorire un’erogazione rapida del prestito.

Per prima cosa è consigliabile farsi trovare pronti con la documentazione necessaria. Oggi grazie al web non c’è bisogno di aspettare che sia il funzionario di banca a indicarci quali documenti occorrono per poter avviare una pratica di finanziamento. In sostanza, quando ci si reca in banca con la volontà di accedere al credito il consiglio è quello di avere già con se tutta la documentazione.

Nel 90% dei casi, infatti, verranno richiesti: documento d’identità, codice fiscale, busta paga per i lavoratori dipendenti, cedolino della pensione per gli anziani, cud per i liberi professionisti. E’ anche opportuno portare con se un estratto conto bancario qualora dovesse servire. Questi, in sostanza, sono tutti i documenti necessari per richiedere un prestito personale con erogazione immediata del capitale.

Ovviamente le cose cambiano nel caso in cui ci dovessero essere delle difficoltà aggiuntive. Nel caso il richiedente avesse una segnalazione in crif o fosse iscritto all’ufficio protesti, infatti, richiedere un finanziamento immediato sarebbe davvero molto più complesso, se non impossibile.

In questo caso, infatti, la banca avvia delle procedure interne per massimizzare le verifiche sul richiedente prima di poter procedere all’erogazione del capitale richiesto. L’unico modo per poter ottenere un prestito personale in tempi molto rapidi è quello di ricorrere alla cessione del quinto dello stipendio (ma anche della pensione va bene) o di avvalersi di un garante con una posizione creditizia pulita.

Infine, vale la pena ricordare che l’erogazione di finanziamenti immediati o con approvazione veloce è limitata a piccole somme di denaro. Pensare di andare in banca e chiedere un prestito di 100 mila euro e vedersi accreditata la somma in 24 o 48 ore è alquanto impensabile perchè l’istituto di credito andrà a fare delle verifiche molto approfondite sul richiedente.

In conclusione possiamo dire di aver dato delle indicazioni molto interessanti su come funziona il mercato del credito nel nostro paese e di quali strategie possiamo mettere in atto per poter ottenere un finanziamento con erogazione immediata. Ora spetta solo a te mettere in pratica i nostri consigli e ottenere la liquidità di cui hai bisogno.

Conservazione digitale, tutti i pregi del procedimento

conservazione digitale cos'è

La conservazione digitale è un processo sancito dalla legge, che consente di conservare i documenti in formato digitale, senza bisogno che il documento cartaceo venga stampato. Il documento informatico deve però presentare delle caratteristiche particolari, dalle quali non si può prescindere. La conservazione digitale corrisponde dunque a una vera e propria eliminazione del supporto cartaceo, la cui valenza legale è stabilita dalla firma digitale e dalla marca temporale.

Conservazione digitale

I documenti conservati digitalmente sono considerati a norma se mantengono le medesime caratteristiche del supporto cartaceo. Perché ciò sia possibile, occorre essere titolari di una firma digitale e di una marca temporale. La firma digitale è una firma elettronica che si appone sui documenti informatici, esattamente come una firma autografa, mentre la marca temporale è rappresentata da una stringa numerica che identifica il documento in un determinato arco spazio-temporale.

L’eliminazione degli archivi cartacei è solo uno dei vantaggi della conservazione digitale. Accanto al problema del volume degli archivi, la conservazione digitale permette una notevole efficienza in termini di gestione e reperimento dei documenti presenti all’interno del lotto di conservazione. Il procedimento consente inoltre di controllare con maggiore attenzione i processi documentali.

Gestione più semplice e riduzione di tempi e costi sono alla base di una buona conservazione digitale. La riduzione di tempi e costi di gestione si accompagnano a quelli fisici di dimensioni fisiche degli archivi. L’abbattimento dei tempi di gestione consente invece di recuperare del personale, da inserire in altre attività produttive.

I formati consentiti in conservazione digitale sono molteplici. Dall’XML delle fatture elettroniche al classico PDF, passando per il JPG delle immagini e i formati di messaggi di posta elettronica (RFC 2822/MIME).

La conservazione digitale è regolata dalla presenza di un Responsabile della Conservazione. Questa figura, indispensabile per enti pubblici e privati, si occupa di gestire i flussi documentali informatici in entrata e in uscita, incaricandosi di valutare il corretto svolgimento della conservazione digitale e validando il lotto di conservazione con la propria firma digitale.

I migliori trader

paul tudor jones

Il mestiere di trader è senza alcun dubbio uno dei più belli, affascinanti e produttivi del mondo: non solo perchè dà modo di generare guadagni di gran lunga superiori a qualunque altro settore, ma soprattutto perchè dà luogo a un’enorme conoscenza, perchè permette di accumulare esperienza che tornerà sempre molto utile in futuro, e perchè è pieno di emozioni anche molto contrastanti tra loro. Sono numerosi i trader famosi che grazie a questo campo hanno accumulato enormi soddisfazioni e che appunto sono riusciti a guadagnarsi il titolo di trader provetti, di guru del settore, di veri e propri esperti delle dinamiche finanziarie.

I trader che hanno fatto la storia

Uno dei trader che più di altri è riuscito a guadagnarsi una posizione di tutta autorevolezza è George Soros, una personalità a dir poco dibattutta nell’arena degli analisti di settore perchè ha sovente dato segni di poco tatto e di poca sensibilità. Eppure Soros, checché se ne dica, è riuscito a costruirsi un autentico patrimonio con l’attività di trading, ha persino fondato il Soros Fund Management ed ha contribuito a fondare il Quantum Fund, realtà operante nella finanza ad alto rischio che per diversi decenni ha chiuso con un profitto annuo superiore al 42%!

Ma esattamente perchè su George Soros si sono concentrate così tante critiche? Fondamentalmente perchè l’attività speculativa di questo trader si ritiene sia stata complice delle tempeste valutarie che hanno colpito la sterlina inglese e la lira italiana verso i primi anni ’90. La decisione di Soros di vendere enormi quantità di sterline e di lire, indusse ad una loro netta svalutazione e costrinse le banche centrali ad effettuare interventi straordinari pur di salvare il salvabile; in realtà, però, quella situazione fu dovuta a delle politiche sbagliate perpetrate tanto dalla Gran Bretagna quanto dall’Italia. Soros molto semplicemente e da buon trader qual’era, si limitò ad approfittare di queste debolezze sistemiche.

Ma nella raccolta dei trader più famosi stilata da http://www.diventaretrader.com/trader-famosi.html troviamo anche Paul Tudor Jones, fondatore della Tudor Investment Corporation che è una delle realtà di money management più apprezzate, valide e di maggior successo al mondo. Tudor non a caso è famoso per via della sua enorme ricchezza ma anche e soprattutto per la sua capacità di riuscire a prevedere l’andamento del mercato, tanto è vero che fu proprio lui, nel non troppo lontano 1987, a prevedere il crac di Wall Street.

E poi c’è Ed Seykota al quale probabilmente dobbiamo parte della nascita del trading online. Fu infatti un suo merito se nel 1970 si cominciò a pensare con concretezza all’uso del computer come forma di ausilio al trading tradizionale. E che dire di Richard Dennis, famoso trader specializzato nel mercato delle materie prime? Partito praticamente dal nulla è riuscito ad accumulare un patrimonio inestimabile e si è contraddistinto nel settore per via della sua inclinazione nel trattare quasi esclusivamente asset su un lungo periodo (le opzioni a breve scadenza che tanto vanno di moda oggi giorno non farebbero proprio per lui!).

Diventare un trader professionista

L’esempio fatto sui trader famosi può esserci utile per far sì che anche noi possiamo diventare dei trader professionisti. Prendendo spunto da chi ha fatto di questo settore una vera e propria forma di sostentamento possiamo provare a ritagliarci una posizione tutta nostra, crearci uno spazio di totale autonomia e chissà, magari arrivare anche al punto di fondare una società di gestione tutta nostra!

Le abilità di predire gli andamenti di mercato e di mettere a segno delle strategie che si riveleranno efficaci sono le ragioni di un eventuale successo. Per questo è inutile inchiodarsi sulla formazione: la gran parte dei trader che hanno fatto la storia non aveva alcuna formazione di tipo universitario!

Mirabilandia cerca nuovi mostri

nuovi mostri a mirabilandia

Potrebbe apparire come una proposta di lavoro alquanto bizzarra ma chi conosce il parco giochi più divertente d’Italia capirà al volo di cosa si tratta: in occasione della “festa dei morti viventi”, si terrà a Mirabilandia l’Halloween Horror Festival nei giorni a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre.

Il requisito per candidarsi: saper terrorizzare i visitatori

Ed ecco che per tutti gli appassionati di zombie e di film horror arriva un’offerta di lavoro davvero imperdibile: il parco giochi di Ravenna dovrà scegliere circa 150 comparse per l’Halloween Horror Festival che dovranno interpretare il ruolo di mostri e zombie che avranno il divertente compito di spaventare tutti i visitatori del parco.

Si tratta sicuramente di un’offerta di lavoro che potrebbe allettare tutti coloro che hanno voglia di guadagnare divertendosi allo stesso tempo. Le creature delle tenebre che Mirabilandia sta cercando sono circa 150 per il periodo che va dal 10 ottobre del 2015 al primo novembre. Zombie, mostri e streghe dovranno presentarsi al parco dei divertimenti di Ravenna per un casting del tutto speciale.

Come presentarsi al colloquio

Coloro che vogliono presentarsi ai “colloqui” per questa offerta di lavoro, potranno arrivare a Mirabilandia nelle vesti di creature delle tenebre e far giudicare ad una giuria quanto siano spaventosi e adatti al lavoro. Un metodo di recruiting fuori dalla norma ma molto più divertente e interessante rispetto ai normali colloqui di lavoro.

Se siete interessati a lavorare a Mirabilandia per il periodo di Halloween, potrete quindi recarvi direttamente al parco dei divertimenti più grande d’Italia che si trova a Savio, Ravenna, e sperare di aver convinto la giuria che avrà valutato due requisiti fondamentali: la vostra “attitudine” da mostro e l’efficacia del vostro costume, cioè se e quanto potrete essere in grado di terrorizzare i visitatori del parco durante l’Halloween Horror Fest. Buona fortuna e, perché no, buon divertimento!

Alla scoperta dei conti demo per il forex

aprire un conto demo forex

L’errore che un aspirante trader è solito compiere è strettamente connesso alla sua impazienza. Già, perchè in realtà il forex è un mondo che richiede parecchio studio e quindi un certo dispendio di energie e di tempo, un sacrificio, questo, che in molti non sono disposti a compiere. Chi si avvicina all’arte del trading online infatti, nella gran parte dei casi è mosso dall’irrefrenabile voglia di guadagnare e di farlo nel più breve tempo possibile: pensare anche solo di dover “sprecare” molte ore e diverse giornate nello studio, nell’approfondimento e nell’analisi è per questa tipologia di utente una vera e propria assurdità.

Ma alla lunga tutti i nodi verranno al pettine. E’ inevitabile. Perchè se un utente decide di investie sin da subito del denaro vero vuol dire che non ha appreso gli innumerevoli rischi che sono parte di questo settore tanto quanto lo sono i potenziali guadagni, ma sta anche a rappresentare l’informazione distorta che viene data dai media e dalle pubblicità ogni qualvolta si tenta di sponsorizare le “bellezze” del fare trading online.

L’importanza di iniziare con un conto Demo

Il rischio di investire sin da subito del denaro reale sta nel fatto che l’utente inesperto non ha la padronanza delle nozioni, delle tecniche, delle strategie e degli strumenti che sono parte del forex: e questa condizione non può non tradursi in un accumulo quasi tragico di investimenti andati a male, di previsioni rivelatesi scorrette e di un’amara delusione che finirà con il leggersi nell’immediato sul volto dell’utente stesso.

Per questo motivo il consiglio che ci sentiamo di dare a chiunque sia interessato a muovere i primi passi nelle opzioni binarie è quello di aprire un conto forex che dia modo di operare sui mercati finanziari in condizioni perfettamente realistiche, ma che al contempo tuteli il capitale proprio dell’utente. E’ il caso del forex demo account, uno strumento molto apprezzato da parte di quanti vogliono accumulare un po’ di sana esperienza senza correre il rischio di mettere alla gogna del denaro vero.

Prima di aprire un conto Demo, però, è buona norma scegliere il broker al quale desideriamo affidare le nostre finanze ma anche la nostra avventura nel trading. Perchè per quanto sia vero che un profilo di questo tipo non ci farà operare con del denaro reale, è anche vero che però, dopo una prima fase in cui si opera col conto fasullo, prima o poi dovrà avvenire il passaggio al conto reale e di conseguenza ci ritroveremo a sottostare alle condizioni dettate dal broker.

A questo proposito consigliamo di visitare http://www.mercati24.com/conto-demo-forex, un portale che offre una gran bella panoramica sulle principali piattaforme di brokeraggio regolamentate che operano in Italia e che, tra le altre cose, garantiscono la possibilità di fare palestra con un conto Demo.

Come funziona un conto Demo

Ma esattamente come funziona un account di questo genere? In maniera praticamente identica a come funzionerebbe un profilo reale: ci si rivolge al broker che riteniamo essere più confacente alle nostre esigenze, controlliamo che dia modo agli utenti di aprire un conto demo forex illimitato (poichè non è affatto scontato che tutte le piattaforme forniscano questo genere di servizio) e molto semplicemente procediamo all’iscrizione.

Effettuata questa procedura ci ritroviamo con un conto il cui saldo può variare di caso in caso, ma che in ogni caso offre un capitale di investimento che è tale solo sul computer ma che in termini reali non esiste mica. L’utente può quindi iniziare a leggere le notizie, ad analizzare i grafici e ad elaborarsi le sue strategie e, quando si ritiene pronto, iniziare ad effettuare i suoi primi investimenti con le stesse identiche condizioni che rinvenirebbe con un conto reale alla mano.

Batterie portatili per tablet

migliori batterie per tablet

Se siete spesso in giro e usate molto spesso il tablet può succedere che questo si scarichi quando non dovrebbe, capita soprattutto con il passare del tempo che le batterie integrate dei tablet tendano ad esaurirsi più facilmente, come succede ad ogni dispositivo elettronico, ma non è questa una buona ragione per prendere il vostro Apple iPad, Samsung Galaxy Tab o Asus T100 e cambiarlo, ma anzi, potreste risolvere questo fastidioso problema con una batteria aggiuntiva portatile che subentri nei casi di emergenza.

Batterie portatili per tablet: le power bank

In realtà parlare di batteria portatile è improprio, qui infatti parliamo dei così detti power bank, dispositivi che se caricati accumulano energia elettrica che in seguito forniscono agli apparecchi elettronici, come smartphone, tablet e non solo, quando questi ne hanno bisogno. Funzionano con una normalissima porta USB su cui si aggancia il carica batteria dell’apparecchio scarico e lo ricaricano per più e più cicli, in funzione della loro capacità. E’ necessario sapere quant’è la capacità della batteria del proprio dispositivo e ricordarsi quindi di scegliere un power bank con amperaggio superiore di almeno un paio di volte, in modo da poterlo sfruttare per più cicli di carica.

Se cercate nell’elenco delle migliori batterie portatili per smartphone trovate ottimi prodotti anche per i vostri tablet, il meccanismo di funzionamento di questi power bank è perfetto per qualunque sistema che necessiti di una carica e che possa sfruttare le porte del carica batterie portatile per ricaricarsi, l’unica accortezza che dovrete applicare nel caso vogliate comprarne uno per il vostro tablet è quella di controllare l’amperaggio del prodotto, inteso sia come capacità che come intensità di corrente, se infatti un power bank da 10 o da 15 mila mAh è sicuramente sufficiente almeno ad un ciclo di carica per il vostro tablet, dovrete anche far attenzione che questi fornisca corrente ad almeno 2 A, ad amperaggio inferiore infatti rischiate di comprare un prodotto che per caricare il vostro tablet ci mette ore e ore.

Con circa 30-40€ (o anche meno), e con un po’ di attenzione sulle caratteristiche tecniche dei prodotti scelti, potete quindi comprarvi un prodotto perfetto per i vostri viaggi o le vostre giornate fuori casa, capace di recuperare i vostri apparecchi elettronici quando questi stanno per spegnere. La versatilità di questi prodotti li rende perfetti per smartphone, tablet, per alcuni notebook e anche per tutti quei sistemi che necessitano di una carica tramite porta USB, come tantissimi lettori mp3 (iPod), fotocamere digitali e tanto altro ancora.