La Polinesia Francese: un paradiso terrestre

Il Kayaking è uno sport acquatico in cui si usa un kayak, una canoa, per spostarsi sull’acqua. È differente dallo sport del Canoeing per la posizione seduta che assume il canoista e per il numero di pale che sono presenti sulla pagaia.

Il kayak è uno sport che si pratica a filo dell’acqua in cui l’atleta nella canoa guarda avanti, tiene le gambe allungate di fronte a sé ed utilizza una pagaia con la pala doppia compiendo un movimento da avanti a dietro ed alternando i lati, per riuscire ad avanzare.

Per chi si vuole cimentare con questo sport avventuroso esistono ormai diverse associazioni specializzate nel noleggio kayak, una fra tutte Paddle Lab; ma per chi vuol fare un passo in più e recarsi in uno dei posti più spettacolari per praticare il kayaking non c’è niente di meglio di una visita nella Polinesia Francese.

Un incanto dove il mare si confonde con il cielo

La Polinesia è un vero e proprio paradiso terrestre fatto di spiagge immacolate e mare dalle acque azzurre e cristalline. La regione è formata da un insieme numeroso di isole che sono considerate tra le più belle al mondo. Fanno parte di questo splendido paradiso le isole Hawaii, che sono tra le più conosciute; poi le isole Tonga, le isole Cook, le isole della Società, la splendida Tahiti, le isole Samoa e la famosa isola di Pasqua.

Le spiagge, però, più frequentate e gettonate sono quelle che si annoverano tra quelle della Polinesia Francese tra cui Moorea, Bora Bora e Tahiti che si trova, appunto, nell’arcipelago delle isole della Società.

Il periodo migliore per visitare la Polinesia

In genere la Polinesia ha un clima tropicale con temperature, compresa quella dell’acqua che si mantengono costantemente alte durante tutto l’anno.

In pratica ci sono due stagioni che caratterizzano il clima, una di carattere umido e piovoso da novembre ad aprile in cui si può incorrere nel rischio di qualche ciclone, ed una stagione di tipo secco e poco piovosa che va da maggio ad ottobre.

Generalmente le temperature sono più alte nelle isole settentrionali rispetto a quelle meridionali della Polinesia Francese. Le isole Marchesi, infatti, sono meno esposte al rischio di cicloni e vi piove meno ma in alcuni mesi si riscontra un vero e proprio clima afoso.

Nelle Isole Australi, che si trovano molto più a sud, si hanno invece, temperature un po’ più fresche ma le precipitazioni sono costanti e più abbondanti.

Di conseguenza, si può dire, che il periodo migliore per un viaggio in Polinesia Francese è sicuramente da maggio ad ottobre nelle più conosciute isole della Società, ma anche da agosto a novembre nelle isole Marchesi.

La manutenzione della bicicletta

La bicicletta è un mezzo che non necessita di una grande manutenzione, soprattutto per chi ne fa un utilizzo sporadico. In linea di massima è sufficiente effettuare una periodica regolazione del cambio e un controllo del corretto funzionamento di goni parte del mezzo, che si fa da uno specifico meccanico, esperto di biciclette. Nel corso dell’anno però è comunque buona norma tenere in ordine la bicicletta, soprattutto se si affrontano lunghi tragitti o se si utilizza la MTB su terreni particolarmente scoscesi. A tale scopo sul sito http://www.mondobicistore.com/19-accessori-mondobici è possibile trovare tutti gli accessori necessari.

La pulizia della bicicletta


Un’automobile si deve lavare periodicamente, anche per rimuovere i residui di sporco che possono rovinare la carrozzeria. La bicicletta non necessita di pulizia frequente, ma è opportuno mantenere in buono stato la vernice e tutte le parti più delicate del mezzo. La pulizia si effettua in genere un paio di volte all’anno; chi però utilizza la bici con qualsiasi clima, o anche in zone umide e in presenza di fango, lava la sua bicicletta dopo ogni escursione. Il fango e lo smog infatti non solo rovinano il rivestimento del telaio, ma vanno anche a modificare la viscosità dei lubrificanti, causando maggiore attrito tra le parti mobili della bicicletta. Se lo sporco non è incrostato si può utilizzare anche la classica canna da giardino, evitando però di puntare il getto proprio sui cuscinetti o sul cambio. L’idropulitrice non è necessaria, conviene piuttosto procurarsi un panno morbido e una spugna non abrasiva, con cui insaponare la bicicletta, utilizzando un detergente specifico, e poi asciugarla dopo un rapido risciacquo.

La lubrificazione


Guardando una comune bicicletta non si considerano tutte le parti altamente tecnologiche che la compongono. Diversi componenti delle biciclette oggi in commercio sono in materiali molto robusti e resistenti, che necessitano però della corretta manutenzione. Le ruote del cambio, i cuscinetti, le boccole, le varie parti mobili, compresa la catena, sono lubrificate con specifici oli e grassi, che consentono un perfetto funzionamento dell’intera bicicletta. Dopo un’escursione nella natura i lubrificanti sono saturi di polvere e sporco; per questo conviene rimuoverne una buona parte, che andrà poi sostituita con prodotti nuovi. A tale scopo si utilizzano appositi lubrificanti, specificatamente pensati per le varie parti della bicicletta. Conviene utilizzare un lubrificante adatto per ogni singola parte, ad esempio per la catena è consigliabile usare un grasso viscoso, mentre per le boccole è meglio sfruttare un prodotto più leggero e fluido.

Coppa del Mondo 2015/2016 di Ciclismo: prima medaglia di Elia Viviani

elia viviani ciclismo

Il ciclismo è uno sport molto apprezzato in Italia. Molti suoi sostenitori, infatti, seguono non solo i tour più famosi (come il giro d’Italia, il tour de France oppure la Vuelta), ma anche tutto ciò che sta dietro a questo bellissimo sport. Dai nuovi acquisti effettuati dalle varie società alla Coppa del Mondo: il ciclismo è anche molto di più!

Tuttavia, questo sport ha affrontato un momento davvero delicato: la Coppa del Mondo 2015/2016. Quest’anno si è tenuta a Cali, in Colombia, e nel fine settimana ha regalato poche, ma pur sempre intense, emozioni. Vediamo insieme il perchè.

I commissari tecnici Marco Villa (per gli uomini) ed Edoardo Salvoldi (per le donne) sono riusciti a conquistare solo una medaglia: un bottino povero, ma che comunque porta al nostro gruppo una grande soddisfazione.

A conquistarla è stato Elia Viviani, arrivato al terzo posto nella disciplina dell’omnium. Purtroppo, per il corridore è stata fatale la corsa a punti: Viktor Manakov (dalla Russia), infatti, e Roger Kluge (dalla Germania), hanno scavalcato l’azzurro, portando a casa 182 e 178 punti, contro i 173 di Elia.

Liam Bertazzo, nonostante i risultati, si è dimostrato all’altezza del tricolore, regalandoci una prova davvero insuperabile.

Parliamo, ora, della prova azzurra femminile: Frapporti, Bartelloni, Guderzo e Valsecchi si sono classificate settime nell’insieme delle prove, e terze per quanto riguarda le nazionali europee. E’ bene ricordare, a questo proposito, che in Brasile voleranno le prime otto squadre. L’oro è stato assegnato alla Russia, l’argento alla Svizzera e il gradino più basso del podio è stato occupato dall’Australia.

Infine, parliamo di un nostro connazionale che ha deciso di “ricominciare da capo”, da un certo punto di vista: stiamo parlando di Eros Capecchi.

Il giovane, originario di Castiglione del Lago, ha lasciato la maglia Liquigas per la promettente Astana. La squadra, già ricca di corridori azzurri, ha aggiunto quindi un tassello in più al suo puzzle.

Di fatto, Eros Capecchi dopo due stagioni di grandi prestazioni, nonchè molto promettenti, ha corso poco a causa del “bene” della squadra spagnola di cui faceva parte. Non solo questo, però, ha rallentato la sua carriera: infortuni di diverso tipo hanno sicuramente minato le sue prestazioni.

Con l’Astana, Capecchi spera di ritornare ai suoi antichi splendori, ed è certamente un augurio a cui si uniscono i tifosi di questo bellissimo sport.

Se, però, volete maggiormente approfondire il discorso, e scoprire tutte le novità sul mondo del ciclismo cliccate su http://mondiali.net/category/ciclismo/.