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Turismo e terrorismo

La paura non è mai una buona propaganda; lo sanno bene i turisti che quest’anno hanno dovuto riprogrammare le loro vacanze dopo gli attentati terroristici avvenuti in alcune delle mete turistiche più gettonate dai visitatori di tutto il mondo. L’allarme terrorismo ha fatto scattare l’allerta dei turisti che avevano già deciso di trascorrere le loro vacanze in quei luoghi che hanno da sempre visto l’arrivo di milioni di turisti ogni estate. Ma il 2015 non è stato una buona annata per il settore turistico dei Paesi con un rischio di attentati terroristici molto alto.

Tanti i turisti che nel 2015 hanno preferito l’Italia

A pagarne le conseguenze sono state le strutture alberghiere di quelle ambite mete ma la situazione terrorismo ha giovato a tutti quei luoghi sì da visitare ma che avevano perso molta forza nel corso degli ultimi anni. Prima tra tutte l’Italia e le sue coste meridionali che in questa estate sono invece state raggiunte da molti turisti che avevano prenotato e cancellato un volo per la Tunisia o per l’Egitto. Sicuramente però sarebbe più soddisfacente sapere che il turismo in Italia ha avuto un netto rialzo quest’anno per via dei miglioramenti apportati alle nostre infrastrutture dal governo, piuttosto che essere consapevoli che di migliorie non si tratta ma si tratta piuttosto di allarmismo.

Bisognerebbe però tenere a mente che non esiste un Paese, in questo preciso momento storico, in cui non vige l’allarme terrorismo: ma quando è proprio un Paese che basa la maggior parte delle sue entrate sul settore turistico ad essere colpito da attentati di questo genere, la sua situazione economica viene messa gravemente a rischio.

Annullate le vacanze in Tunisia e Thailandia

In seguito agli ultimi attentati terroristici in Tunisia e in Thailandia, i viaggiatori che avevano scelto quei luoghi per rilassarsi e trascorrere in serenità i periodo estivo, hanno annullato la loro partenza, in favore di mete meno a rischio. Dopo che un attentato di questo genere ha colpito un Paese, questo non sarà più ritenuto affidabile dai turisti per almeno un anno; questo è quanto emerge da un’attenta analisi che ha studiato l’impatto del terrorismo sul turismo.

Tunisia, Egitto e Libano, oltre che Siria, Libia e Turchia sono le mete un tempo gettonatissime adesso abbandonate dai turisti di tutto il mondo in seguito all’ultima escalation di attentati. Ed è proprio l’economia di questi Paesi per lo più turistici che i terroristi intendono attaccare quando compiono questi attacchi: piazzare una bomba in un luogo pieno di turisti vuol dire minacciare il sistema economico di quel Paese ma, più in generale, anche quello nazionale, mettendo in ginocchio l’intero sistema occidentale.

Secondo il sito del Ministero degli Esteri, si espande sempre di più la lista dei Paesi a rischio terrorismo e aumentano le interdizioni di viaggio nelle vere e proprie “patrie del terrorismo” come Siria, Pakistan, Libia e Corno d’Africa. Tutto ciò costringe i turisti occidentali e non a optare per mete più sicure, sempre se di mete sicure si può parlare, vista la minaccia incombente del terrorismo che sta colpendo tutto il mondo.

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