tasse sul forex

Tasse: imposte sul forex

Speculare nel mercato Forex vuol dire, in linea di massima, guadagnare. I facili guadagni del Forex sono dovuti principalmente all’enorme liquidità di questo importantissimo mercato valutario che ha un valore giornaliero di transazioni pari a più di 4 mila miliardi di dollari. Ovviamente, oltre a un po’ di fortuna, è anche necessario molto impegno per riuscire a guadagnare ingenti somme di denaro con il trading Forex ma, grazie al giusto broker, molti trader sono riusciti ad avere profitti di migliaia di euro al mese. La questione diventa però più spinosa quando si parla dell’aspetto fiscale di questi profitti. Perché, se ci sono guadagni, devono per forza esserci anche tasse da pagare.

Un decreto legislativo del 2010 ha infatti stabilito che bisogna pagare un’imposta del 26% sul totale dei guadagni ricavati da un trader nel corso di un anno solare. L’importo tassabile è dato dalla somma algebrica dei differenziali positivi o negativi di negoziazione, con l’aggiunta di eventuali altri proventi percepiti in un anno solare.

Tasse: Imposte e zainetto fiscale

In pratica, sono imponibili i guadagni (plusvalenze) delle singole transazioni ed altri eventuali proventi realizzati in un anno solare, ma da questi bisogna sottrare le perdite (minusvalenze) delle singole transazioni e le varie spese di commissioni ecc.. che il trader ha dovuto sostenere nel corso di quell’anno solare per la produzione dei quei guadagni e di quelle perdite.

Se il risultato finale di questa somma algebrica porta ad un risultato positivo, allora su quella somma finale si applica l’imposta sostitutiva dei redditi pari al 26%; se invece il risultato della somma tra plusvalenze e minusvalenze è negativo, non bisogna pagare nulla al fisco e vi è inoltre la possibilità di scomputare questa somma dai futuri redditi, avvalendosi del cosiddetto “zainetto fiscale”. Visto che i guadagni sono considerati delle plusvalenze, il trader può dichiarare le minusvalenze e compensarle con plusvalenze future ottenute fino al quarto anno successivo alla perdita. Questo è il vantaggioso sistema dello “zainetto fiscale”.

Regime dichiarativo e regime amministrativo

Tutti i trader possono inoltre utilizzare due tipi di regime: vi è il regime dichiarativo, secondo il quale è lo stesso trader a registrare sulla propria dichiarazione dei redditi qual è la tassa sui propri proventi Forex, e poi vi è il regime amministrativo, secondo cui invece il trader lascia al proprio broker il compito di calcolare plusvalenze e minusvalenze e detrarre l’imposta del 26%. La scelta più consigliata è sicuramente quella del regime ammnistrativo, poiché è molto più rapido e sicuro. Ovviamente però vi ricordiamo sempre di scegliere un broker affidabile e onesto per il vostro trading Forex online.

Vi ricordiamo inoltre che, se operate con il trading online da una piattaforma estera, dovrete riportare i propri guadagni sulla dichiarazione dei redditi nel Quadro RW “Investimenti all’estero e/o attività estere di natura finanziaria – monitoraggio IVIE / IVAFE” e pagare l’imposta IVAFE, ossia l’Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero.

Lascia un commento