Opzioni binarie e trading

opzioni binarie cosa sono

Il trading binario è un metodo innovativo per guadagnare nel mercato finanziario, è uno strumento che sta ottenendo una popolarità molto elevata grazie alla facilità di ottenere dei profitti con la speculazione tramite le opzioni binarie. Sia i trader più esperti che gli investitori alle prime armi preferiscono operare all’interno del mercato finanziario tramite le opzioni binarie poiché è considerato il sistema di trading più facile da apprendere in assoluto. Anche se non conoscete il mercato finanziario, il forex, gli asset e la borsa, potrete comunque iniziare a fare trading binario grazie anche alle numerose guide presenti sulle migliori piattaforme di trading con le opzioni binarie, le quali spiegano in maniera molto semplificata come funziona questo strumento finanziario.

I broker di opzioni binarie

Il trading binario è basato appunto sull’acquisto delle opzioni binarie, acquisto che avviene attraverso i broker, ovvero delle piattaforme di trading sulle quali è possibile operare ed investire. I broker sono infatti gli intermediari tra il mercato finanziario e coloro che vogliono investire. Ma dovete sempre scegliere il broker migliore per le vostre esigenze e soprattutto che abbia ottenuto una licenza per poter operare. Non tutti i broker sono regolamentati e quindi non tutti sono affidabili. Per poter cominciare ad operare con le opzioni binarie, dovrete aprire necessariamente un conto di trading su una di queste piattaforme.

Fare trading con le opzioni binarie equivale in poche parole a prevedere come andranno le cose nel mercato finanziario: l’investimento è una previsione sull’andamento dei prezzi degli asset; se l’investimento si conclude con una previsione corretta, allora il trader potrà guadagnare una cifra che si aggira intorno all’80%-90% dei soldi che ha investito. In caso contrario, il trader avrà perso quei soldi. L’andamento del prezzo di un asset (che può essere un bene, un’azione, un indice o una coppia di valute) può essere previsto grazie ai grafici messi a disposizione del trader da parte del broker con il quale opera.

Vari tipi di opzioni binarie

Le opzioni binarie hanno una scadenza, ossia un tempo entro il quale la previsione si deve verificare (corretta o non corretta). Di solito i trader scelgono una scadenza di 60 secondi perché permette di conoscere nell’arco di un solo minuto come andrà l’operazione. Ma esistono opzioni binarie a scadenza anche settimanale, come le opzioni binarie one touch, le quali consentono di fare una previsione sul valore del prezzo dell’asset: se il valore dell’asset scelto tocca un certo valore prestabilito in una determinata scadenza, si sarà verificata la previsione e ci sarà il guadagno.

Esistono poi anche le opzioni binarie call/put (le più diffuse) con le quali il trader dovrà semplicemente prevedere se il prezzo dell’asset è in rialzo in ribasso e le opzioni binarie intervallo, in cui l’andamento del prezzo dell’asset è legato ad un intervallo di tempo ben preciso. Fare trading binario è molto semplice: occorre una buona dose di costanza, impegno, tenacia e , perché no, anche di fortuna.

Fonte e approfondimenti: www.leopzionibinarie.it 

Iq Option prelievo: come fare?

Il prelievo dei profitti ottenuti è degli argomenti di maggior interesse per qualsiasi trader. Naturalmente, diamo per scontato che stiamo parlando di conti di trading aperti presso broker regolamentati. Gli intermediari più apprezzati offrono diverse modalità di prelievo, con l’obiettivo di accontentare tutta la clientela. Dal momento che Iq Option è, praticamente, il broker di opzioni binarie più utilizzato del web, voglio spiegarti brevemente tutta la parte che riguarda i pagamenti. Per maggiori dettagli, ti consiglio di visitare il sito iqoptionrecensione.com dove potrai trovare tutte le informazioni di tuo interesse su Iq Option prelievo, deposito e molto altro, riguardo la piattaforma.

Prelievo con carta e altre modalità di pagamento

Innanzitutto, una buona notizia. Iq Option non applica alcuna commissione aggiuntiva né ai depositi né ai prelievi eseguiti dai clienti. Tranne nel caso del bonifico bancario.

Premesso questo, vediamo le modalità di pagamento accettate dal broker. Oltre al bonifico, potrai depositare e prelevare i tuoi fondi tramite carta di credito (Visa, Master Card, Maestro e China UnionPay), Neteller, Skrill, WenMoney, PayPal, e alcuni altri circuiti in base al Paese di provenienza dell’utente. Come ad esempio iDeal per l’Olanda.

La prassi per richiedere un prelievo è molto semplice. Dovrai recarti sulla Home Page di Iq Option e accedere al sito inserendo le tue credenziali. Dopodiché, tra le opzioni disponibili, clicca Preleva Fondi. Quindi, seleziona il sistema di pagamento desiderato e segui le linee guida.

Alcune piccoli precisazioni. Per le carte di credito, è stata recentemente implementata l’elaborazione del prelievo immediato. Pertanto, non sarà più necessario attendere i vecchi tre giorni lavorativi per ricevere l’accredito.

Altra cosa importante: tra le condizioni di utilizzo del broker è previsto l’obbligo di richiesta prelievo con la stessa modalità utilizzata per il deposito dei fondi.

Iq Option ha raggiunto la sua fama anche grazie agli alti standard seguiti in termini di qualità e sicurezza. Pertanto, qualsiasi operazione che implichi l’utilizzo dei tuoi dati personali, è protetta da sistemi altamente tecnologici. Insomma, puoi stare sicuro sotto tutti i punti di vista.

Trattandosi poi di un broker regolamentato, la gestione dei conti dei clienti viene eseguita in modo separato rispetto alla gestione del conto societario. In questo modo, anche se il broker dovesse fallire, nessuno potrà toccare i tuoi fondi.

E’ importante capire bene come funziona il trading online, anche dal punto di vista burocratico. La consapevolezza è la prima qualità di un trader di successo! Quindi, prima informati e poi agisci!

Cosmetici personalizzati: una marcia in più per la tua attività

Sono diverse le situazioni in cui avere a disposizione dei cosmetici personalizzati può aiutare un’attività. In particolare stiamo parlando dei centri estetici, che oggi purtroppo stanno subendo la concorrenza di varie catene del settore, anche in Italia. Per aumentare l’interesse da parte della clientela un buon metodo può essere quello di avere a disposizione una linea di cosmetici personalizzati, con il logo del centro estetico, da utilizzare durante i trattamenti, ma anche da consigliare per un utilizzo domestico.

Che tipo di cosmetici


Oggi le persone che fanno attenzione al proprio aspetto sono in numero sempre crescente, sia donne, sia uomini. Queste stesse persone sono disposte a spendere qualsiasi cifra pur di avere dei risultati visibili e continuativi nel tempo. Per un centro estetico poter fornire alla propria clientela una linea di cosmetici con il logo aziendale è essenziale per instaurare una sorta di rapporto di fiducia, che continua nel tempo, anche quando il cliente torna a casa. Dopo una prima seduta si potranno suggerire i cosmetici come acquisto, oppure si potranno fornire dei campioncini, per invitare il cliente stesso a tornare per rifornirsene quando li avrà finiti. I cosmetici da utilizzare dovranno però essere di alta qualità e molto efficaci, risultato delle ultime ricerche in questo ambito.

Dove si trovano i cosmetici personalizzati?


Non è poi così complicato avere a disposizione dei cosmetici personalizzati, basta rivolgersi ad iralab, si tratta di un’azienda che si occupa di cosmetici per conto terzi. Grazie ad un team di esperti ricercatori all’interno dell’azienda si producono sia le materie prime per la preparazione di cosmetici, sia i prodotti finiti, di alta qualità e dall’efficacia comprovata. Il tutto all’interno di un ambiente altamente professionale, in regola con tutti i protocolli di igiene e di sicurezza oggi presenti in questo campo. In pratica si tratta di mettere il proprio logo su un cosmetico di lusso, per rivenderlo al cliente. In più contattare un’azienda di cosmetici per conto terzi ci consente anche di richiedere particolari formulazioni, anche tra quelle da utilizzare all’interno del centro estetico, anche per quanto riguarda i dispositivi medici, come ad esempio sieri ringiovanenti iniettabili o trattamenti ad alte concentrazioni. Insieme con l’azienda oltre alle formulazioni si potrà studiare anche il confezionamento più adatto, che renda i prodotti più appetibili ed interessanti per la specifica clientela cui sono dedicati. I vostri clienti non potranno più farne a meno.

Come fare del trading istituzionale

trading istituzionale

Per fare del trading istituzionale come quello delle banche o delle grandi holding finanziare è necessario essere degli esperti. Diventarlo non è però difficile specie se ci si affida a dei broker di un certo livello come STOFS. In riferimento a quest’ultimo vediamo perché conviene sceglierlo per fare del buon trading di tipo istituzionale.

Le offerte del broker STOFS

Il broker Stofs offre un’opportunità unica per coloro che intendono fare del trading professionale e quindi di tipo istituzionale. Le sue piattaforme, infatti, consentono un’ottima esposizione al mercato Forex attraverso avanzati sistemi di trading automatizzati algoritmici.

Per chi è alla ricerca di management, sviluppo di strategie di trading automatizzato personalizzato, soluzioni white label o soluzioni su misura per la clientela esistente, STOFS è ideale per affrontare queste esigenze, trovare o personalizzare opzioni, creare delle nuove opportunità in modo che i trader affiliati possano sfruttarne i vantaggi per ottimizzare il proprio successo.

Tra i vantaggi che i clienti possono ottenere con il broker Stofs, vale la pena citarne alcuni molto importanti, come ad esempio l’accesso esclusivo al mercato STP (Straight Through Processing). Ciò significa che le negoziazioni dei clienti sono introdotte direttamente nel mercato Forex. Questo modello è molto diverso da quello adottato da molti dei più grandi broker Forex al mondo. 

Perché conviene collaborare con STO?

Collaborare con STOFS significa per un aspirante trader istituzionale non doversi mai chiedere quali interessi preferisca, poiché sono perfettamente in linea con i suoi. Inoltre va sottolineato che con le sue piattaforme complete di un’infinità di strumenti finanziari, STOFS consente di facilitare operazioni di dimensioni illimitate, e quindi di servire i clienti con fondi consistenti senza rischiare nulla in termini di solvibilità, visto che la trasparenza sulle transazioni è da sempre il suo fiore all’occhiello. Basti pensare che il broker dispone di oltre 300 strumenti finanziari e spread competitivi a partire da 0.0 Pips e vanta un servizio clienti attivo per 24 ore al giorno, 5 giorni la settimana.

Dal suo ufficio di Milano il team di STO è, infatti, sempre pronto a offrire assistenza ai trader residenti in Italia e in tempo reale.

STOFS opera con la sicurezza e la fiducia garantita da un broker regolato CONSOB, dove i fondi sono protetti e tra l’altro offre la protezione dal saldo negativo e assicura che i dati personali vengono trattati con la massima riservatezza.

La piattaforma ideale per il trading istituzionale

Il broker STOFS offre una propria piattaforma di livello istituzionale basata sulla tecnologia Meta Trader. Questa piattaforma di trading algoritmica all’avanguardia, altamente sofisticata e completamente automatizzata, creata dalla Metaquotes consente a un trader di automatizzare oltre 40 milioni di varianti di strategia ed è in grado al tempo stesso di consentire la negoziazione di un numero illimitato di coppie di valute in entrambe le direzioni, di gestire e monitorare un gran numero di operazioni, nonché di fornire la gestione del denaro su tutte le transazioni e le sequenze di trading. Accessibile tramite desktop, mobile e web, offrendo segnali operativi gratuiti, notizie sui mercati in tempo reale ed expert advisors, la piattaforma MT4 garantisce affidabilità e bassissima latenza di esecuzione combinate con semplicità di utilizzo.

La tecnologia è dunque completamente trasparente. I principi di trading del broker in oggetto si basano su una solida logica perfezionata in oltre dieci anni di trading ed è per questo motivo che molti clienti d’élite godono di un accesso senza precedenti ai mercati finanziari di livello istituzionale. In quest’ultimo caso va sottolineato che i partner istituzionali di STOFS ottengono preziose informazioni grazie alla sua esperienza e in base alla comprensione dei complessi mercati finanziari, godendo nel contempo del vantaggio aggiuntivo del monitoraggio sui mercati direttamente dal loro conto di trading, il che consente loro di stare tranquilli sapendo che verranno selezionate le giuste strategie per massimizzare il potenziale del capitale commerciale che intendono investire sui mercati finanziari istituzionali.

Le criptovalute nel 2018: una bolla destinata a scoppiare?

L’economia in una delle sue accezioni più comuni, è lo studio delle interessenze che sono coinvolte nello sviluppo del singolo e della società, aventi come fine ultimo i rapporti che determinano la ricchezza acquisita e redistribuita.

In quest’ottica si traduce perfettamente quanto è alla base di ogni attività commerciale ed economica, di conseguenza facilita la comprensione dell’esigenza creativa delle criptovalute, ovvero la volontà di effettuare senza supporti impositivi di terze parti, in piena libertà e non geolocalizzabili, transazioni che abbiano come prerogativa l’acquisizione o lo scambio di beni o servizi mediante l’uso di valute alternative e non regolamentate da leggi.

Cenni su bitcoin e altre monete virtuali

Il termine bitcoin non è riferito solamente alla identificazione della moneta in sè, come non lo è per le altre criptovalute quali Ethereum, Litecoin, ecc, bensì ingloba le modalità realizzative delle monete digitali, ovvero la creazione di software opensource, completamente gratuiti, specifici ed utili alla gestione del protocollo, cioè del linguaggio, indispensabile alla rete peer to peer in cui è prevista la circolazione.

Il bitcoin è generato in un sistema detto mining ovvero di estrazione, che tramite algoritmi di calcolo determina la quantità di valuta coniabile in un dato momento per il valore di ogni singola moneta virtuale in quel frangente.

Questo sistema genera a sua volta dei nodi detti blockchain in cui, tramite database, si custodiscono i dati che criptati tracciano ogni transazione, e di conseguenza estrapolano un valore di mercato per ognuna delle criptovalute in corso.

Se si pensa che il controvalore economico nel 2009 dei soli bitcoin era pari a 140 milioni di USD, mentre nel 2018 il giro d’affari che coinvolge le criptovalute si aggira intorno ai 200 miliardi di USD, si può avere una percezione di come, seppur embrionale e ad uno stadio tutto’ora sperimentale, l’economia scaturita dalle criptovalute sia stata, e lo è ancora, fortemente appetibile.

Lo dimostra il fatto che molte major del settore commerciale internazionale , i principali gruppi bancari e alcuni Stati, già vedano realizzabile, o lo faranno a breve, la possibilità di inserirla nelle tradizionali concezioni che legano scambi, rapporti, quotazioni, che siano ad esse direttamente o indirettamente legate.

La disponibilità di bitcoin, a differenza di altre criptovalute è limitata asintoticamente ai 21 milioni di unità, il che, seppur tradotta con prevedibilità di quantità in circolazione nota a tutti i suoi utilizzatori, non può definirne la deflazione, ovvero l’aumento di valore, o la svalutazione.

Timori e panic selling sui bitcoin


Nel breve tempo che ne ha segnato l’evoluzione, la richiesta di bitcoin è stata contraddistinta da una domanda superiore alla disponibilità del periodo.

Tutto ciò ha comportato la sua estrema volatilità, che indubbiamente ha suscitato scalpore e contestualmente timore di implosione valutaria, come giustamente ipotizzabile per qualsiasi altro strumento finanziario incontrollabile.

Inoltre ha portato all’esigenza quasi immediata di creare ulteriori monete virtuali alternative, che seppur non ancora dotate della maturità del bitcoin, e di certo non interessate dalle notevoli impennate cicliche della sua quotazione, decretano il successo di un mercato che solleva tanti dubbi, ma fa gola anche agli investitori meno esperti in materia finanziaria.

Il timore che il fenomeno bitcoin possa rivelarsi un’enorme bolla di sapone destinata a scoppiare è comprensibile, ma a tutt’ora poco fondato e probabile.

Si consideri che dal 2009 ad oggi solo tre quarti della criptovaluta “minabile” è stata “coniata”, quindi volendo tracciare un quadro ad ipotesi futura, si ha a disposizione ancora un quadriennio per rendicontarne il bilancio definitivo, ovvero quando tutti i 21milioni di unità previste saranno definitivamente in circolazione.

Per quanto gli scenari socio economici e politici possano influenzarne l’andamento, la natura delle criptovalute non è di promulgazione governativa, bensì affidata ad una gestione, di primo acchito incomprensibile, ma lineare e trasparente, poiché nasce e cresce all’interno di una comunità che ha tutto l’intersse affinché si mantenga tale per ovvi motivi di convenienza.

Le notizie che corrono in rete e sui media, che hanno riportato il crollo del 50% della quotazione di bitcoin nell’ultimo mese, in realtà si dovrebbero considerare sotto un’ottica non allarmista concedendo un attimo di analisi.

Il trend di tutte le monete virtuali e in primis bitcoin, dal momento della loro immissione fino ad oggi, ha segnato sì una forte volatilità delle quotazioni con percentuali che sfiorano l’inimmaginabile, persino per il titolo di borsa più redditizio mai quotato in tutta la storia finanziaria mondiale, ma è pur vero che l’andamento in questo medio termine è esponenzialmente positivo.

Ciò a significare che quant’anche dovessero verificarsi ulteriori dimezzamenti, ipotesi fra l’altro davvero poco probabile in quanto significherebbe il totale fallimento di un sistema che ormai è al fianco di altri circuiti di pagamento in molte piattaforme di e-commerce, il valore di realizzo supererà abbondantemente il prezzo di acquisto.

Le temibili perdite di portafoglio o digital wallet, per i titolari possessori di bitcoin , sono preoccupazioni legate a fattori concomitanti non attinenti alla quotazione della criptovaluta, la cui corsa alla dismissione è molto probabilmente riconducibile a investimenti fatti sulla base del guadagno nel breve periodo, in maniera del tutto fuori da ogni logica finanziaria speculativa, e che difatti spiega l’avvento di futures sull’andamento delle monete virtuali.

Gli allarmismi profetici sui grandi consumi energetici occorrenti al sistema mining, l’hackering informatico, i divieti di alcuni governi alla loro diffusione, non potranno mai fermare l’esodo di quanti credono nella fondatezza di un economia, quella delle criptovalute, che continuerà a crescere.

Leggi di più sulle criptovalute su FinanzaeInvestimenti.it, portale di riferimento per forex, opzioni binarie ed anche criptovalute come Bitcoin ed altcoins.

Scegliere le offerte luce più convenienti: ecco come fare

Gestire una famiglia significa anche pensare a tutto ciò che riguarda i consumi. Risparmiare è una necessità davvero preziosa, ecco perché scegliere le offerte luce più convenienti è un compito difficile ma importante.

Lo sviluppo del mercato libero ha comportato la nascita di numerosi fornitori di energia elettrica che si sono andati ad affiancare a quelli storici che fino a pochi anni fa detenevano il monopolio e, in particolare, non permettevano così ampie possibilità di scelta.

Per fare la scelta giusta è necessario prima conoscere alcuni dettagli relativi ai nostri consumi domestici. Sapere quanto si consuma in quantità di luce è sicuramente utile, anche perché quasi tutti i fornitori propongono offerte in base a questo singolo elemento. Il dato preciso del consumo annuo si trova riportato in bolletta.

Cosa sono le fasce orarie utili per scegliere le offerte luce     

I consumi personali sì, sono importanti, ma in base a quelli è possibile scegliere quale fascia oraria sia la migliore per la nostra situazione domestica.

Con la tariffa monoraria il costo dell’energia elettrica resta invariato tutto il giorno.

Con la tariffa bioraria i costi saranno calcolati in base ai chilowatt in due fasce diverse: dalle 19 alle 8 c’è un notevole risparmio, dalle 8 alle 19 il costo è maggiore. Se si sceglie questa opzione, quando si utilizza l’energia elettrica nella seconda fascia (8-19) si spenderà di più. 

La tariffa multioraria prevede costi diversi in base alle tre fasce di consumo. La F1 è quella delle ore di punta, cioè precisamente dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19.00. La F2 cioè le ore ad alto carico vanno dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 9 e dalle 19 alle 24, il sabato dalle 8 alle 24. La F3 è quella delle ore vuote, nello specifico i festivi tutto il giorno e i feriali per le ore non comprese nelle due fasce precedenti.

A ogni tipo di consumatore si lega perfettamente una fascia oraria che se scelta con attenzione permetterà di risparmiare cifre importanti in bolletta. 

Altri consigli per risparmiare

È chiaro che per risparmiare sulla bolletta è necessario partire dalla scelta delle offerte luce fatte su misura per noi tra tutte quelle presenti sul libero mercato, ma un ruolo notevole lo hanno anche le abitudini che abbiamo nel nostro ambiente domestico. Il risparmio inizia proprio da quelle.

Tra i consigli più utili e davvero semplici da seguire ce ne sono alcuni che non tutti conoscono.

Sicuramente sarà prezioso spegnere totalmente i dispositivi elettronici come televisori, computer, tablet, telefoni e tutto ciò che prevede una spia accesa. La modalità stand by non soltanto comporta un dispendio di energia inutile, ma non è neanche così sicura. È conveniente eliminare la pigrizia e spegnere quella spia. 

Scegliere le lampadine a risparmio energetico rispetto alle altre perché anche se comportano un costo leggermente maggiore al momento dell’acquisto, il risparmio sulla bolletta è davvero evidente.

Non lasciare le luci accese nelle stanze vuote se veramente stiamo cercando di risparmiare sui costi della luce. 

I punti neri sono solo un danno estetico?

I punti neri in linea di massima sono solo un problema estetico, ma non sempre purtroppo; in taluni casi la presenza di questi fastidiosi accumuli di sebo nei pori della pelle possono provocare fastidi, dolore e infiammazione, fino a vere e proprie infezioni della pelle. Le motivazioni di questa degenerazione da semplice problema estetico a problema di salute sono di varia natura. Informazioni e suggerimenti su: www.comedoni.com

La pelle va curata ogni giorno, e i punti neri, che sono tanto odiati solo per l’aspetto estetico perfetto che viene a mancare, devono essere rimossi anche per una questione di salute; gli strati più profondi del derma possono infiammarsi o addirittura infettarsi, per la scarsa igiene, un eccesso di manipolazioni, ecco perché è sconsigliato “spremere” i punti neri con le dita; nel caso si presenti la necessità di effettuare una pulizia del viso profonda, è preferibile rivolgersi a un centro specializzato, dove la rimozione dei punti neri avviene con le precauzioni del caso, in un ambiente igienicamente predisposto.

I punti neri come erroneamente si pensa non hanno la testina scura perché nel poro della pelle si è accumulata della sporcizia, ma perché il sebo a contatto con l’aria si ossida; all’interno del poro si sedimentano le cellule morte della pelle e si mescolano con il grasso che la stessa produce, questa massa inerte ostruisce il poro, che in certi casi si infiamma provocando la formazione del brufolo, a questo punto la massa che ostruisce il poro si trasforma in pus; provocando fastidio, arrossamento e dolore in superficie.

Questo processo può ulteriormente degenerare, non solo infiammando la pelle ma infettandola nello strato più profondo; da qui può comparire una forma di acne abbastanza grave e altri disturbi dermatologici. Per questo motivo è preferibile non “spremere” mai punti neri, e foruncoli, perché in questo modo si provocano piccole lesioni cutanee, si sparge il materiale infetto contenuto nel poro e si innesca un processo di contaminazione e di infezione a tutta la pelle del viso o della schiena.

Pulire la pelle non è sconsigliato, ma è un operazione che va eseguita con accorgimenti specifici; se volte spremere i punti neri lavate con cura le mani, o indossate dei guanti di lattice, lavate bene il viso con acqua calda prima e dopo l’operazione, passate una compressa di ovatta sterile imbevuta di acqua ossigenata e non truccatevi per qualche ora, e infine per far richiudere bene i pori rinfrescate nuovamente la faccia con acqua fredda.

Tipi di motosega elettrica

Una motosega elettrica è uno strumento indispensabile poiché è in grado di assicurare l’operazione di taglio della legna di spessore non superiore a 10-15 cm e di potatura in modo facile, veloce e confortevole. Siamo di fronte a una sega con avviamento automatico, fornita di una lama relativamente grande con funzionamento a catena, il che consente un considerevole risparmio di tempo. E’ fondamentale sottolineare che, proprio per le dimensioni della lama rotante, occorre maneggiare l’attrezzo con cautela e cura. La motosega circolare presenta un’impugnatura ergonomica, che permette una migliore manovrabilità, e un serbatoio piccolissimo e leggero, motivo per il quale gli appassionati preferiscono la motosega elettrica alla classica con motore a scoppio.

Analizziamo, ora, i molteplici vantaggi e i limiti delle nuove motoseghe elettriche in rapporto alle tradizionali motoseghe a scoppio. Le motoseghe elettriche hanno il privilegio di essere più silenziose, pratiche, leggere e rapide nelle operazioni di taglio rispetto alle motoseghe a benzina e hanno bisogno di una manutenzione nettamente più sporadica. Le più performanti elettroseghe possono anche concorrere con le tradizionali motoseghe in relazione alla potenza del motore, ma con il passare del tempo subiscono una riduzione della potenza a causa del depauperamento della batteria. Inoltre, la motosega elettrica è un utensile indicato per lavori di taglio di materiale di spessore non elevato e quindi adeguato principalmente per gli appassionati e i giardinieri più che per i professionisti che si occupano del taglio di materiali di grandi dimensioni.

Elenchiamo le caratteristiche cui rivolgere l’attenzione prima di scegliere la motosega elettrica che fa al caso nostro, potendola acquistare sia in un negozio offline che in una ferramenta online.

Il peso è importante a garantire la facilità nelle operazioni di taglio. Una motosega più leggera è senza ombra di dubbio migliore dal punto di vista della comodità

In quanto a grandezze, bisogna valutare la lunghezza della barra: maggiore è la lunghezza, migliore sarà la sua prestazione ma si riduce la praticità del macchinario; è quindi consigliabile un range di lunghezza fra i 20 e i 40 cm, in base alle singole esigenze.

La potenza del motore elettrico è un requisito essenziale, ma deve tener conto dell’attacco elettrico che abbiamo a disposizione. Una buona elettrosega ha una potenza grezza di almeno 1800 Watt.

Accertiamoci sempre della presenza dei dispositivi di sicurezza per l’arresto della catena, ovvero il tempo che la motosega impiega per arrestare la catena dopo aver pigiato il pulsante di spegnimento. Minore sarà il tempo, maggiore sarà la sicurezza del macchinario.

La lubrificazione automatica e la regolazione della catena sono requisiti fondamentali e che ormai sono presenti in quasi tutte le tipologie di motosega, ma è meglio controllarne la presenza.

Anche il grado di rumorosità del motore è sicuramente una caratteristica determinante, se l’utilizzo della motosega è previsto in un luogo non isolato. Solitamente una motosega elettrica più generare rumori di circa 100 db.

Infine, la capacità del serbatoio dell’olio è una caratteristica non fondamentale, ma di certo può migliorare le prestazioni di lubrificazione della lama. In commercio la dimensione media oscilla fra 150 e 200 ml.

Come comportarsi in caso di infortunio sul lavoro

L’infortunio sul lavoro è una dinamica sempre spiacevole, anche se frequente, soprattutto se si svolgono mansioni di tipo manuale che prevedono l’utilizzo di macchinari pesanti. A dover versare il risarcimento, per un infortunio di questo tipo è l’azienda che ospita il dipendente, e se l’incidente avviene perché non si sono rispettate le leggi riguardanti la sicurezza sul lavoro si rischia di ricadere, addirittura, nel penale.

Per questo motivo è di rilevante importanza sapere tutte le insidie, che si nascondono tra queste normative chiedendo una giusta consulenza sulla sicurezza sul lavoro. Ci sono diverse organizzazioni che forniscono tipi di servizi simili, di consulenza o formazione riguardo le norme vigenti, un esempio ne è US Group, la quale si occupa appunto di formare potenziali imprenditori riguardo le leggi e le clausole previste.

D’altro canto è molto importante anche per un dipendente aziendale sapere quali sono i suoi diritti in caso di infortunio sul luogo di lavoro e sapere, quindi come muoversi.

Quando si parla di infortunio sul luogo di lavoro

Innanzitutto inizierei spiegando quando, effettivamente si può parlare di infortunio sul lavoro. Devono essere verificate tre condizioni:

  • Deve succedere mentre si sta svolgendo una mansione lavorativa
  • Deve provenire da una causa violenta. Deve essere, quindi, causato da un agente esterno ed aver avuto un impatto abbastanza rapido da impedire al lavoratore di “difendersi.
  • Deve aver causato una lesione fisica tangibile al lavoratore (o la morte)

Se questi tre requisiti, sono verificati, allora L’INAIL può procedere, in promo luogo, al riconoscimento dell’incidente come effettivo infortunio indennizzabile e poi allo spettato risarcimento.

Se ci si trova quindi a subire un danno fisico mentre si lavora, a meno che non sia un’incidente gravissimo (a questo punto interverrebbero direttamente le autorità) si può procedere seguendo un percorso di cinque passaggi fondamentali:

  • Informare il proprio datore di lavoro
  • Rivolgersi al medico aziendale, se presenti, o chiamare soccorsi dall’esterno
  • Consegnare una copia della diagnosi fatta dal medico al proprio datore in modo che possa fornirne una copia all’INAL
  • In caso l’INAIL reputi il danno indennizzabile, si verrà sottoposti ad ultima visita di verifica e poi si riceverà il risarcimento.

Differenza tra infortunio sul lavoro e malattia professionale

Attenzione a non confonderci tra infortunio e malattia professionale, sono due cose completamente diverse. La malattia professionale, infatti, è una patologia di cui soffre il lavoratore causato da un movimento costante o dall’inalazione di una sostanza, a lungo termine e in maniera progressiva.

Inoltre perché la malattia risulti indennizzabile è necessario che la causa sia in grado di produrre da sola in modo esclusivo la malattia. Deve essere inoltre legata all’ambiente in cui si lavora o a situazioni di rischio in cui si lavora, anche inconsapevolmente.

Come allenarsi per la mountain bike

Quando si pensa ad uno sport come la mountain bike è importante prendere in considerazione ogni singolo particolare partendo dagli accessori, le scarpe mtb e la cura della bicicletta.

Di primaria importanza quando si va in bicicletta è sicuramente l’allenamento questo infatti può variare a seconda delle disciplina scelta e richiede molta fatica e dedizione. L’intensità e il modo con cui vengono allenate gambe e braccia sono fondamentali per tutti gli atleti che decidono di avvicinarsi alla mountain bike.

I principali metodi di allenamento

L’allenamento del biker si distingue per essere diviso in diverse tipologie che si accompagnano durante l’anno. La prima parte dell’allenamento è quello relativo alla resistenza durante il quale l’atleta fa diversi carichi di lavoro e molti km con la bicicletta sempre però utilizzando un ritmo più lento poiché l’obiettivo di questo periodo è quello di preparare al meglio la nuova stagione.

Nel primo periodo di allenamento oltre alla bicicletta l’atleta deve fare anche molta corsa per mettere fiato e palestra per potenziarsi.

La seconda parte dell’allenamento è quella più importante e viene fatta quando ci si avvicina alle gare e questo risulta essere molto più tecnico, qui l’atleta si occupa soprattutto di cercare di migliorare la velocità e i cambi di direzione che sono fondamentali in questo sport. L’ultima parte di allenamento viene fatta in inverno quando uscire in bicicletta è molto più complicato e in questa fase il lavoro viene diminuito in previsione della nuova stagione che inizia in primavera.

Metodologia per un buon allenamento

Per ogni atleta il buon allenamento è una parte fondamentale e per questo è importante programmare ogni singolo dettaglio partendo da oggetti come un cardiofrequenzimetro, che permette di tenere sotto controllo i battiti del cuore.

La miglior frequenza cardiaca per un’atleta è quella che si attesta sui 10 battiti quando ci si trova in fase anaerobica.

E’ molto importante per un atleta non superare la propria soglia anaerobica poiché questo può portare ad aumento dell’acido lattico e quindi ad avere prestazioni che possono andare a rovinare la prestazione dell’atleta.

Ogni atleta deve curare con particolare attenzione la propria respirazione, infatti se questa non viene fatta nel modo giusto non c’è ossigenazione nei polmoni e si ha un grado incremento della fatica.

La migliore respirazione è quella regolare che può essere variata nell’intensità in base alle esigenze dell’atleta e del tipo di allenamento che si sta svolgendo in quel preciso momento.

Menopausa: la dieta da seguire 

La menopausa rientra di diritto tra i periodi più critici della vita di una donna. Dai 45 ai 53 anni i sintomi si presentano in modo più o meno fastidioso per accompagnarla verso quello che sarà il delicato momento della fine del ciclo mestruale e dell’attività ovarica, quindi della vita fertile. Per rendere meno difficile questo percorso, ci sono dei consigli da seguire, degli accorgimenti utili, uno su tutti quello di una dieta pensata per le esigenze singole di ogni donna. L’alimentazione, si sa, insieme a una regolare attività fisica e all’eliminazione di fumo e alcol è uno degli elementi necessari per una vita sana e per assicurare il nostro benessere. 

La dieta in menopausa è un dettaglio importante per riuscire a rendere meno invasivi i sintomi di questa fase che non è assolutamente da considerare una malattia, ma il normale andamento della vita della donna. Ciò non significa però che sia privo di cambiamenti che vanno a invadere la sfera emotiva oltre, inevitabilmente, a quella fisica. 

Questa dieta mirata deve principalmente avere alcuni precisi obiettivi tra i quali contrastare l’osteoporosi grazie al giusto apporto di calcio e vitamina D (importante in ogni fase della vita anche per chi non attraversa il periodo della menopausa), evitare il sovrappeso tenendo sotto controllo il colesterolo e l’apporto di grassi, tentare di limitare i fastidi dei sintomi con gli alimenti ricchi di fitosteroli, componenti che si trovano in particolare nelle piante, negli oli vegetali e in alcuni frutti. 

In alcuni casi durante la menopausa si assiste ad un aumento di peso dovuto al normale rallentamento del metabolismo, ma anche a fattori psicologici che in questo periodo portano a consumare più cibo, soprattutto dolce, motivo per cui è importante avere chiaro se si tratta di una necessità alimentare o emotiva, in questo caso è consigliato rivolgersi a un esperto che possa venire in contro alle esigenze specifiche della donna. Per risolvere questi inconvenienti ci possiamo affidare a una dieta bilanciata ed equilibrata che sia in grado di attenuare la fame e permettere di non accumulare chili in eccesso. Assumere il giusto apporto di carboidrati e proteine permette di mantenere stabile il peso corporeo o in ogni caso di andare in contro a un aumento compreso tra i 1,5 e i 3 chili considerato protettivo perché compensando la riduzione degli estrogeni può contrastare l’invecchiamento. Se si tratta di tre chili in più, quindi, non c’è da allarmarsi.  

Altri consigli alimentari da seguire sono: ridurre il consumo di zuccheri semplici e di grassi, cucinare cibi in modo semplice (alla griglia, al vapore, al forno…), variare la tipologia di cibo che si consuma e scegliere preferibilmente quello di stagione. 

Se è vero che la menopausa comporta grandi cambiamenti nella vita di una donna, è altrettanto vero che con semplici accorgimenti come attività fisica, eliminazione di fumo e alcol e una dieta equilibrata è possibile renderla meno aggressiva.